Gioco
Cecioni, la nuova casa delle «Triglie» sembra un college americano
LIVORNO. Visitare il campus di un qualsiasi college americano (prendiamo ad esempio Duke University) è un po’ il sogno di ogni amante del basket. Ma per chi sabato mattina era presente alla palestra...
LIVORNO. Visitare il campus di un qualsiasi college americano (prendiamo ad esempio Duke University) è un po’ il sogno di ogni amante del basket. Ma per chi sabato mattina era presente alla palestra del Liceo Cecioni l’impatto non è stato poi così tanto diverso. Varcando la soglia della nuova casa della Pielle, infatti, non si è potuto fare a meno di notare i colori del parquet allestito appena un mese fa, identici quelli dei famigerati Blue Devils: lastre di legno chiare, sgargianti, e aree dei tre secondi e centrocampo di un blu intenso. «Ripartiamo da qui, da questo bellissimo impianto – spiega orgoglioso il presidente Manolo Burgalassi – dopo l’addio a via Cecconi la società ha attraversato un momento di sbandamento, ma adesso con una struttura del genere possiamo tornare pianificare in totale tranquillità il futuro». Ospiti d’eccezione a bordo campo Fausto Bonsignori, in rappresentanza del Comune e della Provincia di Livorno, il presidente della Fip Livorno, Simone Cardullo, e il consigliere Renato Graziani: «Ci ha fatto davvero un gran piacere ricevere la visita delle autorità in occasione del taglio ufficiale del nastro, un segno tangibile che testimonia la vicinanza a una realtà che ha scritto e che scriverà pagine importanti dello sport livornese. E soprattutto Bonsignori è rimasto piacevolmente colpito pure dai lavori disposti per il rinnovamento degli spogliatoi dopo gli atti vandalici di fine agosto». In attesa dell’omologazione per le partite di settore giovanile, la palestra del Cecioni da qualche settimana è divenuta il cuore pulsante di tutte le attività di stampo Pielle: «Abbiamo spedito la documentazione necessaria in federazione, ma non dovrebbero esserci problemi di nessun tipo per festeggiare anche questo traguardo. E a tal proposito vorrei cogliere l’occasione per ringraziare il dirigente scolastico Selvatici, il nostro direttore sportivo Scardigli e tutti gli allenatori che ad agosto si sono adattati alle più estreme condizioni per dare sfogo all’inizio della stagione». A chiusura del cerchio, con il groppo in gola, Burgalassi ha voluto richiamare alla memoria la figura di Primo Giauro: «Presto istalleremo la targa che splendeva in via Cecconi sulle pareti del Cecioni, perché nessuno deve scordarsi che il bunker fu costruito (e di conseguenza tutti i talenti sbocciati, ndr) con i proventi della vendita del suo cartellino alla Fortitudo Bologna; Primo era e rimarrà per sempre un simbolo della Pielle».
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