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Livorno

«Me ne sono andato per dare un segnale»

Gori lascia la panchina del Coiano S. Lucia da primo in classifica in polemica con gli arbitri

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«Me ne sono andato perché c’era bisogno di un segnale, così non si può più andare avanti. Il comportamento della classe arbitrale non fa bene al movimento, nel calcio dilettantistico è la passione che ci muove e non posso più accettare che la domenica si rovini sempre tutto». A distanza di una settimana dalle dimissioni, rassegnate al termine della partita con la Santabarbara, Claudio Gori non ha intenzione di tornare sulla propria decisione di abbandonare la panchina del Coiano Santa Lucia e sfoga la sua delusione.

Società e squadra lo aspettano ancora, i giocatori hanno deciso per una sorta di autogestione sperando in un suo ripensamento, ma lui va avanti. Il caso è più unico che raro di una capolista che perde il suo mister per dimissioni. Tutto è iniziato con la squalifica di due mesi dopo la partita di Staffoli. «Sono stato espulso per un’offesa che non è mai uscita dalla mia bocca – sostiene Gori –. Tuttora non riesco ad accettare quel referto perché so di non essere colpevole. Da allora, ogni domenica ho visto cose incredibili: espulsioni affrettate, rigori inesistenti, errori tecnici madornali. Ma quello che più amareggia è l’atteggiamento degli arbitri».

Domenica scorsa contro la Santabarbara, la classica goccia. «Era una partita importante – dice –. Serviva un arbitro all’altezza e invece chi hanno mandato? Un signore che in passato si era già distinto per certe cose, e infatti abbiamo visto tutti com’è andata». Il big match poi è finito 1-1, ma lo strascico di polemiche è andato ben oltre il 90º, tanto che sono dovute intervenire anche le forze dell’ordine. Ma a quel punto Gori se n’era già andato, deciso a mollare il campionato.

«Lascio da primo in classifica – sottolinea il tecnico –. Così non ci sono fraintendimenti. Il mio gesto non è una rivendicazione personale: anche se sono convinto che alla mia squadra manchino dei punti, il problema non è questo. Il livello della classe arbitrale è così basso che certi episodi si ripetono ogni domenica danneggiando un po’ tutti». Che aggiunge: «Sono convinto che non ci sia la volontà di danneggiare qualcuno, il problema non è un rigore dato o non dato. Vorrei un po’ più di umiltà da parte della classe arbitrale».

La squalifica di Gori scade l’8 gennaio 2013. Molte le telefonate di solidarietà ricevute da colleghi e giocatori, che lo esortano a tornare sui suoi passi. Il mister non cede, ma il fatto che la panchina sia ancora vuota lascia aperto uno spiraglio. «Sono molto combattuto – conclude –, per ora confermo la decisione, più avanti vedremo».

Giacomo Carobbi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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