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L’anti-Juve? Domenica sapremo

L’anti-Juve? Domenica sapremo

Inter-Napoli sarà una svolta. Ieri nerazzurri vincenti ma brutti, il male oscuro non è superato

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MILANO. Alla fine l’umore di Andrea Stramaccioni - che oscilla fra la soddisfazione, la perplessità e il nervosismo - è forse il miglior termometro della situazione: variabile con tendenza al nuvoloso.

Solo i tre punti. Da una parte l’Inter contro il Palermo dell’ex arrabbiato Gasperini - accolto male a San Siro e molto stizzito a fine gara per il pareggio sfumato che non sarebbe stato immeritato - torna alla vittoria e questo è il dato fondamentale della giornata, dopo l’unico punto conquistato nelle ultime tre partite. «Era un po’ che non tiravamo un sospiro di sollievo - commenta infatti Strama - in un momento nel quale non siamo al meglio, abbiamo fatto la miglior prestazione possibile, concedendo pochissimo agli avversari».

Decisiva, per portare a casa i tre punti e rimanere in scia alla Juventus e al Napoli, è stata peraltro una clamorosa e provvidenziale (per l’Inter) autorete di Garcia a un quarto d’ora dalla fine. E importante l’ingresso in campo di Guarin al posto di Milito, avvenuto a ripresa inoltrata con un’Inter completamente incartata e quasi mai pericolosa. «In quel momento l’attacco era troppo schiacciato sulla linea difensiva del Palermo, era il classico caso in cui per attaccare serviva un giocatore più lontano dall’area di rigore», ha spiegato Stramaccioni. In effetti ieri Milito (che peraltro non stava bene, ha giocato per carità di patria) e soprattutto Palacio hanno di nuovo steccato, e non meglio ha fatto in regia offensiva un deludente Coutinho.

Cercasi fantasista. L’assenza di Cassano - per fortuna adesso rientrerà dopo la doppia squalifica - e il fallimento reiterato di Alvarez e di Coutinho sottolineano una delle più gravi carenze nerazzurre, la mancanza di agilità e fantasia in attacco, l’assenza di qualcuno che salti l’uomo e crei superiorità numerica.

Tutto ciò ovviamente riporta al caso Sneijder, che al solo nominarlo fa rabbuiare e innervosire Stramaccioni. Oggi è previsto l’incontro fra la dirigenza e il procuratore Soren Lerby, ma Strama respinge la possibilità che l’olandese sia al centro di un caso di mobbing. «Bisogna stare attenti a usare una parola del genere, se ci sente uno che guadagna mille euro al mese facciamo brutta figura. Non ci sono gli estremi. Io ho il diritto di mettere in campo chi voglio, prendo le mie decisioni e ci metto la faccia. Speriamo che l’incontro vada bene, ma in generale l’Inter viene prima di tutto». Frasi fredde che confermano la difficoltà di ricucire uno strappo reale e doloroso.

Arriva il Napoli. Questa che si apre col caso Sneijder sarà comunque una settimana-spartiacque per l’Inter. Domenica infatti a San Siro arriva il Napoli, va in scena lo scontro diretto fra le più plausibili anti-Juventus, e non sarà più possibile nascondersi.

L’Inter affronterà questa partita-chiave in condizioni tutt’altro che brillanti, e gli mancherà anche Samuel in una difesa che ieri è andata meglio ma che richiede protezione dal centrocampo e in tal modo accorcia la coperta. La squadra vista ieri non avrebbe scampo con la Mazzarri-band, e Stramaccioni lo sa bene: il tecnico ha una settimana per inventarsi qualcosa.

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di Redazione web