Gioco
Anichini regala il derby alla Pistoiese
Entra in campo e segna subito nell’ultimo minuto di recupero condannando la Lucchese alla terza sconfitta stagionale
INVIATO A PISTOIA. La svolta arriva all’ultimo secondo grazie al gol di un ragazzino di 19 anni entrato un istante prima e manda all’inferno la Lucchese regalando sorrisi e punti ai padroni di casa. La Pistoiese non ruba nulla anche se, per quel poco visto in campo, il pareggio sarebbe stata la giusta sintesi di una partita avara di emozioni. Ma il possesso palla dei rossoneri e l’ermetica difesa (la migliore del campionato) non bastano da sole per vincere. Occorre anche osare. E quel Brega lasciato da solo in balia del duo di cerberi Anzalone-Collacchioni è la fotografia della partita. La tradizione è rispettata e gli arancioni vincono il loro quattordicesimo derby giocato in casa (tra Monteoliveti ed ex comunale) su 27 incontri. E assaporano, cinque anni dopo, una «vendetta» calcistica realizzando il gol che vale tre punti a tempo scaduto proprio come accadde alla Lucchese nel 3-2 del dicembre 2007 nell’ultima sfida quando le due nobili decadute militavano nell’ex C1.
Equilibrio tattico. Lucchese più squadra, Pistoiese più incisiva. Il 4-1-4-1 schierato dall’ex Duccio Innocenti la dice lunga sulle intenzioni dei rossoneri. Difesa e contropiede. La Pistoiese con la testa già rivolta al mercato (in settimana via Lazzaro e D’Onofrio) propone un classico 4-4-2 con il centravanti Giordani a fare l’esterno e Bigoni (un centrocampista) a fare la punta. L’avvio scoppiettante con il palo colpito da Gucci (peraltro in sospetto offside) promette una partita da Lega Pro. Ma è un fuoco di paglia. E con il passare dei minuti la tattica prevale sulla tecnica e il derby diventa alla camomilla. I rossoneri prendono in mano il pallino del gioco Aliboni e Conti che provano a sorprendere Sestito con tiri da fuori. L’unico brivido dalle parti di Casapieri sugli sviluppi di una punizione con Bigoni che invece dello specchio della porta trova un piccione in curva. Per il resto gara spezzettata con falli tattici e calciatori che non mettono tre passaggi in fila.
Esterni decisivi. Nella ripresa la musica cambia. E non certo per l’ingresso di Lazzaro. Ma di Varutti inserito da Gabbanini dopo un quarto d’ora di niente a diventare l’uomo-partita. Sulla corsia destra la Lucchese soffre e De Vita non contiene l’ex pratese che tira in porta e crossa in mezzo per le punte. La Lucchese si salva a fatica con un fallo di mano di Carli (il rigore ci poteva stare) e un intervento provvidenziale sulla linea di Conti. Passata la bufera i rossoneri, che paiono più freschi dei padroni di casa, provano a colpire di rimessa e Lima fallisce il gol del clamoroso ko. Ma nei titoli di coda accade ciò che non t’aspetti. Dall’ennesima punizione dalla destra respinta dal portiere, Anichini (che era in odore di taglio) indovina il pertugio giusto tra una selva di gambe regalandosi la riconferma e mandando in estasi i tifosi.
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