Il Tirreno

Livorno

Il più bel Livorno degli ultimi anni

di Alessandro Bernini
Il più bel Livorno degli ultimi anni

Travolto anche il Grosseto: gioco spumeggiante e gol a raffica, il Verona ora è a meno 6

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Allora, oggi come la vedi? Sono un po’ preoccupato…». C’era un’aria strana alla vigilia, un po’ tutti timorosi che questo Grosseto ultimo in classifica potesse creare dei problemi al Livorno. Alla faccia dei problemi: 4-0 per il Livorno, partita strepitosa, il successo più largo di questa stagione, 3 punti guadagnati sul Verona e 2 sul Sassuolo, 12 punti di vantaggio sulla terza in classifica. E quinta vittoria consecutiva, con 19 punti conquistati nelle ultime 7 partite. Devastante.

Da padrone. Solo il Livorno in campo, sicuro nella sua copertina calda del 3-4-1-2, spumeggiante ogni volta che avanzava, ermetico dietro quando il Grosseto (raramente) provava a farsi pericoloso, capace di tenere per almeno 80’ una pressione sfiancante.

La partita è dentro i numeri: 9 tiri in porta per gli amaranto più un palo, 3 del Grosseto (di cui due passaggi al portiere…), 10-0 il conto degli angoli. Un dominio assoluto, trasformato in vantaggio al 26’ del primo tempo dal gol di Paulinho su splendido passaggio filtrante di Gentsoglou, legittimato poi nella ripresa con altre reti di fattura pregiata. Prima Siligardi di sinistro su strepitosa azione di Belingheri e sponda di Paulinho, poi Meola (subentrato a Salviato) sul solito assist di Gemiti, infine Belingheri con punizione al bacio. A proposito: in 4 partite contro il Grosseto, Belingheri ha segnato 4 gol.

La lezione di Nicola. A volte ci sono dei 4-0 che sembrano esagerati, nella forma. Questo no. Questo è un 4-0 figlio di un abisso tecnico e soprattutto tattico tra le due squadre. Niente nel Livorno nasce per caso, dietro c’è un lavoro certosino di Davide Nicola e l’applicazione continua di una squadra.

Guardatevi il gol di Meola del 3-0: è una fotocopia di quello che segnò Schiattarella contro il Bari, con l’esterno sinistro che va al cross, e l’esterno destro che arriva dall’infinito e infila il portiere dal secondo palo. Ma guardatevi anche i movimenti di Paulinho e Siligardi, le sincronie in mezzo al campo di Luci e Gentsoglou, gli aiuti difensivi dei laterali. “Casualità” è parola sconosciuta nel vocabolario amaranto.

Tra l’altro questo 3-4-1-2 sta funzionando come un orologio svizzero. Il Grosseto ad esempio non c’ha capito niente sulla posizione di Belingheri, con Ronaldo e Obodo a vagare in cerca di un punto di riferimento che non c’era, mentre Consonni partiva con la difesa a 3 per poi passare a 4. Partita studiata bene, cambi giusti al momento giusto, lucidità costante per 90’: Davide Nicola è un signor allenatore.

Fiorillo imbattuto. Bello questo Livorno, si diceva a inizio stagione, anche se forse prende qualche gol di troppo. Adesso abbiamo messo il bostik anche dietro. È la terza partita consecutiva che il Livorno chiude senza subire gol (dopo Livorno-Varese 2-0 e Novara-Livorno 0-1) e stavolta Fiorillo ha fatto quasi lo spettatore. Ottimo Bernardini che ha lasciato le briciole a Sforzini (servito poco e male), molto autoritario pure Lambrughi, mentre Emerson è sempre più il vero ministro della difesa.

La ditta G &G. E pensare che ci siamo tuffati in questo derby con tre assenze pesanti: Dionisi, Schiattarella e Ceccherini. Mica poco. Invece nessuno se n’è accorto, tutti hanno disputato una partita da almeno 7 in pagella.

Ci piace ricordare le prove di due ragazzi che raramente finiscono sotto i riflettori: Gemiti e Gentsoglou. Il “tedesco” è stato una spina perenne sul fianco del Grosseto, il greco ha disputato un primo tempo da categoria superiore strappando applausi. Una goduria. Un vero piacere andare allo stadio e veder giocare questo Livorno.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web