Il Tirreno

Livorno

Bottai, un pugno ai confini nel match con Akcabelen

di Dario Serpan
Bottai, un pugno ai confini nel match con Akcabelen

Il 7 assalto al titolo del Mediterraneo della Wbc per entrare nella storia «Avversario tosto ma avrò la spinta della mia gente, e voglio ricambiare»

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LIVORNO. Palamacchia, 7 dicembre 2012 ore 20.30, appuntamento con la storia, più o meno un anno dopo aver perso, sempre lì, il titolo Ibf dei superwelter, la sua categoria. «Un anno di transizione», come lui lo definisce, è passato prima che, sul tramonto minato dalla profezia dei Maya, cada l’incontro che può dare un senso diverso a questo 2012. Lui in arte si chiama Mangusta, all’anagrafe è Lenny Bottai, livornesissimo pugile pronto a tornare sul ring per giocarsi, per la prima volta, il titolo del Mediterraneo della Wbc, contro il turco-tedesco Harun Akcabelen. Sarà il ventesimo incontro da professionista per l‘atleta del team Cavallari-Ventura, con un bilancio ad oggi pari a 17 vittorie e 2 soli ko; sarà, inoltre, la sesta volta che Lenny si gioca un titolo in carriera, iniziata nel 2008. Nel 2009 è stato campione internazionale Ibo; nel 2010 campione italiano e un anno dopo internazionale Ibf. Ora si punta a imporsi in Wbc, contro un avversario che ha ben 15 anni meno di lui: 35 primavere Lenny, solo 20 il giovane Harun.

Che incontro sarà? «La Wbc - risponde Lenny - è la sigla più prestigiosa al mondo. I precedenti titoli erano internazionali, questo è del Mediterraneo, in pratica mezzo continente. Ackabelen è un pugile giovane e incline alla battaglia, ha 12 vittorie, 8 delle quali prima del limite, quindi sembra che si faccia sentire con i colpi; il resto lo vedremo sul ring».

E come ci arriva Mangusta sul ring? «Mi sono allenato duramente, con qualche acciacco fisico per un problema alla spalla, ma sono circondato da un team e della gente che non mi fa mancare niente. Quando si combatte, specialmente per titoli importanti, non si sale sul ring con la vittoria in tasca; le vittorie facili avvengono solo nei film. So bene che chi mi sostiene mi apprezza perché, da buon livornese, mi metto in gioco e spesso in eventi più grossi di me, calcolando che nella mia carriera ho lasciato qualche anno di vuoto ed essere dove sono era solo un sogno qualche anno fa. Poi - aggiunge Bottai - si deve sapere che, per le condizioni della boxe attuale, si combatte quasi per la gloria e il vero premio sono le emozioni che si vivono. Quello che mi da il pubblico e spero di ricambiare è qualcosa che va oltre, per me e per chi ama questa città. È il famoso sangue amaranto».

È un fluido che ha contagiato anche Cavallari, il manager di Lenny, che per il 7 dicembre al Palamacchia ha organizzato una serata davvero speciale, in sinergia con la Spes Fortitude. Prima del duello Bottai - Akcabelen, ci saranno altri due incontri di spessore: una sfida tra emergenti neoprofessionisti italiani, Marcello Matano di Ferrara e Giovanni D'Antoni di Palermo; poi un altro match che meriterebbe serata a sé, ovvero il titolo italiano dei welter tra Gianluca Frezza (detentore) e Antonio Moscatiello. «Cavallari ama Livorno - dice Lenny - e ha voluto una manifestazione breve, intensa e vera. Vedremo 3 match di fuoco: un derby tra italiani emergenti, un titolo italiano infuocato, e il mio titolo. Per tutto questo, io e Cavallari abbiamo voluto biglietti a prezzo accessibile e popolare, visti i tempi e la voglia di portare tanta gente a tifare a gran voce».

I biglietti sono a 10 euro in prevendita e 15 euro per la prenotazione posto a bordo ring, questo solo in promozione fino a mercoledì 5, perché dal giovedì 6 la vendita sarà sospesa e riprenderà il giorno dell’evento con un aumento di 2 euro. I punti prevendita sono: Caffè Paradiso di via Maggi, la palestra Fortitude allo stadio A. Picchi, e le agenzie GoldBet di Livorno.

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