Gioco
Salviato per tutti gli usi Siligardi, 25’ d’autore
Mazzoni, che sfortuna: un autogol lo beffa, poi si fa male. Bene Gemiti Molinelli e Prutsch non incidono, Dell’Agnello troppo isolato in avanti
5,5 MAZZONI
Diciamola tutta: la fortuna abita da un’altra parte. Rientra dopo 50 giorni dal cruento tamponamento di Okaka e la mozzarella di Pasquato diventa avariata per una deviazione di Emerson: infatti gli resta sullo stomaco. Poi lascia per problemi fisici.
6 FIORILLO
Deve solo alzare la cornetta e rispondere a qualche interurbana rossoblù.
6 MEOLA
Un cavallone che presidia la fascia destra. Meglio nel primo tempo, quando la difesa di Pioli si apre come il Mar Rosso, ma il suo destro (alto) non è degno di Mosè. C’è lui sulla scena del crimine, leggi gol di Pasquato.
6 EMERSON
Beh, vorremmo vederlo sempre in frac come a Novara, ma evidentemente è questione di stimoli: il Dall’Ara vuoto gli dev’essere sembrato una triste balera di periferia. Infatti si limita al piccolo cabotaggio, oltre alle solite bombe a lunga gittata verso la porta di Lombardi. Sfortunato sulla deviazione che uccella Mazzoni.
6 BERNARDINI
Il suo lo fa sempre, ha denti troppo aguzzi per il tenero Veratti, boy della Primavera rossoblù. Qualche amnesia in uscita con la palla al piede causata anche dal terreno traditore.
6,5SALVIATO
Piace, sia da centrale che quando si sposta sulla fascia. Un’incornata a botta sicura esce di un amen.
5,5 GENTSOGLOU
L’impressione è che anche Savvas non muoia dalla voglia di giocarla, questa partita. Si piazza da frangiflutti, balla tra Kone e Pazienza, lotta comunque. Un consiglio: dalle parti del Peloponneso il palleggio è un tratto distintivo di quel calcio, in Italia conviene sveltirsi nel disimpegno o ti passeggiano sui polpacci.
5,5molinelli
Il ragazzino venuto da Piacenza ha giocato brandelli di partita, e si vede che gli manca la gamba da match ufficiale. Gratta il barile delle energie, ma nella film della partita è poco più di una comparsa: diciamo un caratterista che si farà. Specialmente a livello di personalità deve crescere.
5,5 PRUTSCH
Nel teorema di Nicola dovrebbe fare il Belingheri, ovvero raccordare gli spalatori di centrocampo ai guastatori della prima linea. Missione tutto sommato fallita: l’austriaco non trova la posizione nè lo spazio per incidere e si perde nella terra di nessuno. Disciplinato, però.
6 GEMITI
Il Frecciarossa con la bandiera tedesca parte che è una bellezza, nel primo quarto d’ora violenta Motta - non proprio un pischello - sulla banda sinistra. Un paio di cross disegnati da Renzo Piano, poi un progressivo rinculare. Perchè il Bologna prende campo e perchè sabato c’è il Grosseto, ed è meglio che il Frecciarossa abbia il pantografo a posto.
5,5 picc olo
Ñomen omen, se si parla della prestazione. Un Piccolo contributo alla causa, anche se l’Antonio da Napoli era partito con le migliori intenzioni, frullando il mancino a ridosso di Dell’Agnello e cercando qualche incursione. Poi lo schema della partita cambia e le occasioni sono sempre più rare.
6,5 SILIGARDI
In ventiquattro minuti lascia il segno: gli ex compagni del Bologna lo «massaggiano» subito, segno di grande rispetto. Lui non se ne cura e inizia il tourbillon fatto di sponde e lanci. Ha sul sinistro, a nove minuti dalla fine, la punizione che può dilatare il match ai supplementari, il sinistro è una dolce musica che avrà colpito anche Gianni Morandi (ieri in tribuna) ma finisce a un’unghia dal palo.
5,5 dell’agnello
Sportellate con Khrin, ex compagno delle giovanili dell’Inter, che quasi sempre impone i diritti del suo fisico da corazziere. Si danna l’anima ma tiene su pochi palloni, e così la squadra non sale mai.
5,5 bigazzi
Lanciato nel 3-4-3 d’assalto lascia poche tracce, anche se ha tentato di dare profondità.
6 nicola
Ha creduto nel Livorno 2, e coerentemente l’ha schierato. Le risposte non sono state da strapparsi i capelli. Ma neppure lui se li strapperà per aver lasciato la seguitissima (!) Coppa Italia.
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