Gioco
Livorno-bis timido Fa festa il Bologna
Basta un golletto ai rossoblù, amaranto poco pericolosi
INVIATO A BOLOGNA. Mettiamola così: ci siamo evitati la scomoda trasferta di Napoli, agli ottavi di finale, dove comunque il Livorno sarebbe uscito di scena. Il Bologna/2 batte il Livorno/2 nella partita dedicata a chi gioca poco o quasi mai: un gollettino fortunoso nel primo tempo (tiro fiacco di Pasquato, deviato fatalmente da Emerson) basta e avanza per risolvere una partita dai ritmi soft, nella quale la buona volontà è stata offuscata dall’assoluta mancanza di amalgama. Guardate la formazione iniziale del Livorno. Un 3-5-2 rivoluzionato in ogni reparto: Salviato centrale (tra l’altro molto bravo), centrocampo con Meola, Prutsch e Molinelli che non giocavano da quando si usciva di casa a maniche corte; attacco con Dell’Agnello e Piccolo. Dare un’idea di gioco, come voleva Nicola, non era per niente facile. E comunque il Livorno c’ha provato, soprattutto nel secondo tempo quando Nicola è passato al 3-4-2-1, inserendo prima Bigazzi e poi Siligardi per gli ultimi 20’.
L’impatto. Non è stato un gran primo tempo. Il Livorno ha provato a far gioco ma in mezzo Prutsch e Molinelli facevano fatica a dare sostegno ai due attaccanti, soltanto Gemiti e Meola sono riusciti ad offrire qualche cross. Molto movimento di Piccolo, che però si trova più a suo agio da esterno in un tridente che non da seconda punta, tante botte prese da Dell’Agnello che ha fatto a sportellate con Khrin senza mai ricevere un pallone coi piedi rivolti verso la porta. Così siamo andati avanti a lungo con un piccolo cabotaggio in mezzo al campo, e la difesa amaranto sempre sicura e protetta. Poi un lampo nel buio, al 35’’: Pasquato che punta Meola, si accentra, lascia partire un destro timido dal limite che sembra innocuo, e il piedone di Emerson che imprime alla sfera una deviazione beffarda per Mazzoni.
Da qui al fischio finale del primo tempo è successo un po’ di tutto. Prima il portiere Lombardi stava per cucinare una frittata clamorosa, su retropassaggio di Morleo, salvandosi con una spaccata sulla linea di porta. Poi il Bologna ha sfiorato il raddoppio due volte, con Veratti e Pasquato che hanno graziato gli amaranto.
Cambio modulo. Nel secondo tempo Nicola ha messo subito dentro Fiorillo al posto dell’acciaccato Mazzoni, poi ci ha provato con Bigazzi prima (al posto di Prutsch) e Siligardi poi (per Piccolo), passando al 4-3-2-1, un albero di Natale nel quale si è accesa qualche luce intermittente. Non che il Livorno abbia preso in pugno il gioco, ma le ripartenze sono diventate più ficcanti.
Paganti e Grosseto. Comunque per il portiere Lombardi la serata è rimasta tranquilla sino al fischio finale, quando tutti sono tornati sotto la doccia tra tarallucci e vino. Giusto così. Usciamo di scena e non è un dramma. Una parola la merita comunque il genio che continua a far giocare la Coppa Italia con la formula della squadra più forte che gioca in casa. Ieri a Bologna stadio deserto, paganti 770 e incasso di 5.495 euro. Tutto su misura per poi vedere in semifinale Inter, Milan e Juventus, così i diritti televisivi ingrassano. E il calcio si impoverisce sempre più. Ma lasciamo stare. Pensiamo al derby col Grosseto e alla splendida classifica che questi ragazzi ci stanno regalando.
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