Gioco
Dell’Agnello: dura in una partita così... Meola: bravi lo stesso
BOLOGNA. La scena stavolta la prendono i volti nuovi, quelli che lavorano in silenzio, tengono duro, esultano insieme ai compagni dopo le vittorie e poi tornano nell’ombra. Ragazzi fondamentali per...
BOLOGNA. La scena stavolta la prendono i volti nuovi, quelli che lavorano in silenzio, tengono duro, esultano insieme ai compagni dopo le vittorie e poi tornano nell’ombra. Ragazzi fondamentali per la tenuta del gruppo.
Simone Dell’Agnello allarga le braccia: «Dura giocare quando ci sono così tanti elementi che non vanno in campo con continuità, oggi se non sbaglio eravamo composti da riserve per 8/11. E’ stata una partita dura, un po’ perché loro erano tosti, un po’ perché il campo era pesante e reggere 90’ non è stato affatto facile. Comunque credo che usciamo a testa alta: alla resa dei conti è stato solo un episodio a fare la differenza». Chi è riapparso dopo un buio lungo tre mesi è stato Andrea Molinelli. E pensare che a inizio stagione sembrava uno dei titolari. «Lo so, ma poi strada facendo i giocatori più esperti hanno dimostrato il loro valore. Guardate ad esempio Emerson che campionato sta facendo. Comunque per me va bene così, ho 19 anni, so di avere la stima dei tecnici, mi impegno e aspetto il mio momento». Antonio Meola torna invece sull’azione del gol. «Pasquato mi ha puntato, io comunque l’ho accompagnato verso il centro per evitare che puntasse la porta, poi siamo stati sfortunati perché il suo tiro non sembrava irresistibile ma ha trovato la deviazione fatale. Credo che la nota positiva sia stata l’aver tenuto testa al Bologna fino all’ultimo, nonostante molti di noi non avessero il ritmo partita nelle gambe. Io ad esempioerano mesi che non giocavo novanta minuti...» (al.ber.)
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