Gioco
Alla “Resa dei Conti” Livorno c’è
Quattro vittorie pesanti negli altri match, Yari Orsini regala spettacolo
LIVORNO. Nella serata del match d'addio di Massimo Rizzoli anche quattro dei suoi atleti sono entrati nella gabbia, impegnati anche loro in incontri di MMA.
Impressiona nuovamente la tenacia e resistenza di Giorgio Pietrini. Al cospetto di un avversario tecnico e potente il livornese non smette mai di attaccare: ne viene fuori un match teso e ricco di cambi di fronte, equilibrato, soprattutto nella prima ripresa. Nella seconda Pietrini mura più volte gli attacchi di Giacomo Pala alle gambe, rendendo vani i suoi tentativi di portarlo a lottare a terra e facendogli così perdere riferimenti. Negli scambi in piedi lo colpisce duramente, sia con le ginocchiate che coi montanti. Vince ai punti meritatamente, mostrando oltre alla consueta fisicità anche sagacia tattica.
Da manuale la gestione della gara di Gianluca Puccinelli. Andi Matei è un avversario forte fisicamente che lo aggredisce fin dal primo gong. L'alfiere del Rendoki Dojo mantiene la tranquillità necessaria, riesce a proiettarlo e a bloccarlo in “cruzada”, ovvero in controllo laterale. Mantiene con freddezza la posizione di vantaggio facendo partire potenti ginocchiate che si infrangono sul fianco dell'avversario, costringendolo ad arrendersi.
Vittoria “anomala” invece per Johnny Cecchini, non certo per il risultato finale ma per il modo in cui è maturata. Lottatore forte e tecnico, stavolta Cecchini vince come un pugile consumato: con un forte gancio destro che manda ko in meno di un minuto il temibile Andrea Rinaudo, allievo del maestro Davide Morini.
Non riesce a prendersi la rivincita invece Gregorio Gentili nei confronti di Tommaso Valente. Meglio Gentili in piedi capace di un'ottima kickboxing e, una volta a terra, è bravo ad andare più volte vicino alla finalizzazione. L'altro invece si dimostra migliore nelle proiezioni, nel mantenere la posizione e a colpire da sopra, guadagnando così i punti necessari a vincere l'incontro.
Sembra invece non fermarsi più il combattente dell'Akiyama Yari Orsini. Vittorioso nell'ultima coppa del mondo di shoot boxe, l'allievo di Patrizio Rizzoli nel primo round mostra la calma dei campioni, controllando l'avversario, proiettandolo e mantenendo una posizione di leggera supremazia. Stesso copione dopo la pausa solo che, una volta presa nuovamente la posizione di “montada” (controllo frontale), riesce con pazienza ad aprire la guardia del contendente e a colpirlo con violenti pugni, che obbligano l'arbitro ad assegnarli la vittoria per ko.
Carlo Fantoni
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