Gioco
Libertas, debole con le forti A Fucecchio non bastano 20’
LIVORNO. Prima considerazione: perdere a Fucecchio, sul campo di una squadra forte e con tanti giocatori degni della categoria superiore, ci può stare, anche se ai locali mancava il bomber Caciolli....
LIVORNO. Prima considerazione: perdere a Fucecchio, sul campo di una squadra forte e con tanti giocatori degni della categoria superiore, ci può stare, anche se ai locali mancava il bomber Caciolli. Seconda considerazione: perdere di 21, sfaldandosi quasi senza reagire dopo l'intervallo lungo, dopo aver rinforzato la squadra con due elementi del calibro di Giannini e Strozzalupi ci sta molto meno. A metà abbondante del girone d'andata la Libertas continua a essere un grosso equivoco: forte con le deboli (vedi il trentello rifilato una settimana fa al modesto Arezzo) ma ancora palesemente a disagio quando si tratta di alzare l'asticella, di andare a vedersela con quelle che rappresentano l'elite del girone, un'elite, però, della quale ora a buon diritto dovrebbe far parte anche la squadra di Pardini, almeno a scorrere i nomi dei quali è composta. Toccare a malapena i 60 punti quando in squadra c'è un Vicenzini che l'anno scorso ha vinto la classifica marcatori in C nazionale, un Sidoti, un Lazzeri che viene dalla B2, e ora anche i rinforzi importanti di Giannini e Strozzalupi è veramente un po' poco. E se l'attacco fatica, la difesa invece concede troppo se è vero che a Fucecchio un "nonnetto" come Aloisi si è permesso di sparare a bersaglio 6 triple, le ultime delle quali da distanza siderale, trovando poca o punta opposizione da chi gli stava di fronte.
Il campionato è lunghissimo e c'è molto tempo ancora davanti. Ma questo tempo non è infinito, più di metà del girone d'andata se n'è già andato. Andato senza che si siano ancora capiti bene gli obiettivi societari: il prezzo da pagare all'arrivo dei nuovi è molto alto, non tanto in termini economici che come è giusto che sia non è dato sapere, quanto in termini di mancato utilizzo del vivaio. Già a Fucecchio Tellini, nonostante l'assenza di Bargelli, ha giocato poco, pochissimo Fantoni, quasi niente Lenti. E così sarà, verosimilmente, per il resto della stagione. Per cui è giusto che si punti in alto, a un campionato di vertice o come minimo da prime quattro piazze. Per un campionato anonimo bastavano e probabilmente avanzavano quelli che erano retrocessi dalla C nazionale, con l'aggiunta dei tre tornati dall'anno al Don Bosco e di qualche prodotto del giovanile. Proprio come era stato annunciato in estate, alla presentazione della squadra.
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