Gioco
Makinwa gol dopo 2 anni la Carrarese acciuffa il pari
Una straordinaria rete del nigeriano di testa fissa il 2-2, con gli azzurri di casa sotto di due gol al 6’ della ripresa, capaci di una bella reazione contro il Gubbio
CARRARA. Un vero eurogol, quello che Makinwa insacca al 21’ della ripresa, completando la rimonta dallo 0-2 al 2-2: quando stacca da terra, per andare a prendere lassù il cross tagliato di Venitucci, sembra che qualcuno lo trattenga in aria, mentre il portiere avversario cerca inutilmente di agguantare la sfera. Una rete liberatoria per la Carrarese e per il campione nigeriano, che sembrava davvero scomparso dalle scene calcistiche - ultima rete ufficiale, l’8 novembre 2010 in Grecia - e invece, alla seconda apparizione in azzurro dopo lo scampolo di Andria, ha saputo essere protagonista.
Il timbro di Makinwa dimostra, se ce ne fosse bisogno, che sì, vanno bene i giovanotti (copyright Orrico) di belle speranze, vanno bene i giocatori tecnici e tatticamente preparati, ma alla fine a fare la differenza è sempre chi sa accoppiare tecnica a forza fisica, corsa a agonismo. Insomma, i campioni. Gigi Buffon l’aveva detto che avrebbe fatto di tutto per rimettere in corsa la Carrarese, questo secondo pareggio consecutivo non serve a staccarsi dall’ultimo posto, ma almeno - contro un Gubbio quadrato, tosto - si è vista una squadra azzurra viva, capace di reagire.
Primo tempo così così, dopo l’avvio incoraggiante, la Di Costanzo band aveva arretrato il baricentro, lasciando troppo spazio a Galabinov, bravo a muoversi su tutto il fronte d’attacco e a smarcarsi da Benassi e Melucci (anche quest’ultimo al debutto da titolare come Makinwa). Il gol al 27’ era uno schiaffo per gli azzurri, che nel 4-4-2 disegnato dal mister - con Malatesta e Makinwa terminali offensivi, Venitucci e Mancuso esterni - non trovavano la spinta giusta per aggredire la munita retroguardia ospite. Pochi i palloni giocabili per gli attaccanti, un po’ di timori reverenziali. La svolta era lo schiaffone del raddoppio, ancora Galabinov su pasticcio difesa-Piscitelli in avvio di ripresa. Qui la reazione era davvero doc, con una Carrarese finalmente aggressiva, sicuramente anche sferzata dalle critiche della curva. Makinwa saliva in cattedra, assist a Belcastro (e l’ex juventino è stato bravissimo ad accorciare le distanze) e poi il pari da cineteca. Sulla spinta, gli azzurri hanno anche dato l’impressione di poter ribaltare tutto e arrivare al successo, ma il Gubbio si è riorganizzato e, in superiorità numerica dal 37’ per un’ingenuità di Benassi, ha di nuovo messo paura alla Carrarese. Nel finale gli azzurri hanno fatto appello alle residue energie, e si sono giovati anche della freschezza di Tognoni e Ciciretti: quando anche il Gubbio è rimasto in 10, al 47’, negli ultimi assalti la Carrarese è sembrata favorita, ma ci ha pensato l’arbitro, impedendo di far battere l’ultimo corner (idem, nel primo tempo aveva stoppato una punizione), a bloccare le speranze di successo. Carrarese ancora ultima, ma l’impressione è che possa giocarsela con tutti. E non è poco, con un Makinwa ancora al 30-40 per cento.
Massimo Braglia
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