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La Fiorentina rallenta contro un Toro scatenato

La Fiorentina rallenta contro un Toro scatenato

Doppia rimonta: Rodriguez annulla il primo vantaggio granata firmato da Cerci Birsa illude i piemontesi ma nel finale di gara Montella pesca il jolly El Hamdaoui

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TORINO. È terminata giustamente in parità, 2-2, Torino-Fiorentina: una partita bella e vibrante, giocata a viso aperto da entrambe le formazioni. La gara è stata caratterizzata da un avvio stentato, con il Torino molto coperto e pronto a colpire in contropiede, e da una ripresa scoppiettante, durante la quale i viola, a tratti arrembanti, hanno agguantato il pari per due volte, raddrizzando la gara ed allungando così la striscia positiva di risultati.

Nei padroni di casa Giampiero Ventura si è affidato al collaudato 4-2-4, con Cerci e Santana larghi e con il recuperato Meggiorini a far da spalla a capitan Bianchi. Negli ospiti, reduci da cinque successi consecutivi, Vincenzo Montella, privo dello squalificato Pizarro e dell’infortunato Jovetic, ha proposto dal primo minuto un inedito 3-5-1-1, con Olivera in mediana al fianco di Aquilani e Borja Valero e con Mati Fernandez alle spalle dell’unica punta Toni (con Ljajic inizialmente in panchina).

Nella prima mezzora di gioco il più pericoloso è stato Aquilani, che al 18’ ha colpito di testa da buona punizione, spedendo però la sfera sopra la traversa.

Momenti di paura in campo alla mezz’ora con lo scontro di gioco tra Kamil Glik e Luca Toni: i due giocatori sono venuti a contatto testa contro testa. Ad avere la peggio è stato il difensore dei granata, caduto a terra. Il giocatore polacco, apparso comunque cosciente, è stato trasportato fuori in barella e successivamente gli sono stati applicati due punti di sutura. Al suo posto è entrato in campo Rodriguez. Ma anche Toni è stato costretto ad abbandonare l’incontro poco dopo: in sostituzione del bomber viola, portato in ospedale per accertamenti, ha fatto ingresso in campo Seferovic.

Fra i viola, prima dell’intervalli, si è fatto male anche Aquilani (contrattura al bicipite femorale) che ha lasciato spazio a Ljajic.

Al 40’ intanto il Toro è passato in vantaggio, grazie all’ex di turno Cerci, che ha raccolto un buon cross di D’Ambrosio ed ha castigato l’incolpevole Viviano. Allo scadere del primo tempo, infine, Santana ha saltato due uomini ed ha sfiorato il raddoppio (bravo il portiere degli azzurri a deviare in angolo).

Intensa, invece, la seconda frazione. Al 14’, su un calcio d’angolo, il solito Gonzalo Rodriguez ha sfiorato il palo con un bel colpo di testa.

Quattro minuti dopo Seferovic ha colpito il palo da pochi passi, su assist da sinistra di Pasqual. Poi, al 28’, è giunto il meritato pareggio.

D’Ambrosio ha atterrato in area Cuadrado e Damato ha fischiato giustamente il calcio di rigore per la Fiorentina, realizzato da Gonzalo Rodriguez. Le moviole tv ribadiscono in serata la regolarità della decisoine arbitrale: dopo una serie di finte, Cuadrado entra effettivamente in collisione con D’Ambrosio e cade in area.

Dall’altra parte fortunatamente non c’era... Felipe Melo: l’ex viola è ilpersonaggio della settimana in Turchia (e non solo) perché all’89’ del match Galatasaray-Elazigspor (1-0), costretto tra i pali dall’espulsione dell’ex laziale Fernando Muslera e con Fatih Terim che aveva esaurito i cambi a disposizione, ha parato un calcio di rigore.

Ma, tornando a Torino, neanche il tempo di finire di esultare per i viola ed al 31’ i padroni di casa sono tornati in vantaggio, grazie a Birsa che ha trafitto Viviano (ingannato da un liscio di Gonzalo Rodriguez) con un tiro-cross dalla destra.

A questo punto Montella ha inserito anche El Hamdaoui (per Roncaglia) ed ha rischiato i tre attaccanti. La sua scelta è stata subito premiata e l’attaccante marocchino, al 39’, su un cross da destra di Cuadrado, ha siglato il definitivo e gisuto 2-2 finale con un diagonale di destro preciso e potente.

Si poteva fare di più? Intabto si registra l’aggancio momentaneo al terzo posto che vale la Champions’ League, una soddisfazione non da poco. «Mantenere il terzo posto è difficile, così com’era difficile arrivare al terzo o al quarto - non si illude Montella -. Quindi il cammino, in questo senso, cambierà poco».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web