Gioco
Come t’incarto la Signora
Il Milan vince con un rigore che non c’era ma con merito: Juve pericolosa solo negli ultimi 15’
MILANO. E’ la grande rivincita di Allegri? O la vittoria di Berlusconi che ha visto vincere la squadra che aveva “consigliato”? Oppure è la compensazione - con un rigore molto dubbio a favore del Milan - per il gol fantasma di Muntari dell’anno scorso?
Si può leggere in tanti modi l’inatteso successo rossonero di ieri sera, ma soprattutto è stata la sconfitta giusta della Juventus. Di fronte a un Milan molto più determinato e pugnace di quello tremebondo visto fino a poche settimane fa ma comunque non trascendentale, la Signora è incappata in una brutta prestazione e in una sconfitta che al di là del discutibilissimo episodio decisivo non fa una grinza. La Juve ha giocato male, con mollezza all’inizio in modo da dare fin troppa confidenza al Milan, con grinta ma senza lucidità nel finale, nel quale ha costruito un paio di grosse occasioni per pareggiare ma non accompagnate dal gioco. Quasi tutti i bianconeri hanno toppato la partita, e alcuni - Vidal su tutti - sono apparsi irriconoscibili rispetto alla scintillante prestazione col Chelsea.
Si conferma così la grande difficoltà di reggere due grandi competizioni ad alti livelli: la Juve è apparsa stanca e mentalmente scarica, nel finale anche il Milan - che peraltro aveva avuto un giorno in meno per recuperare - è sembrato cotto, ma essendo in vantaggio gli è bastato arroccarsi tenacemente dietro per portare in fondo la meritata vittoria, che chiaramente ora gli apre nuove prospettive, tali da poter almeno in parte raddrizzare una stagione nera. Resta invece il dubbio su entrambe le squadre di cosa potrà accadere fra febbraio e marzo se saranno - come è auspicabile - ancora in corsa sui due fronti: il turnover non potrà comunque risolvere tutti i problemi.
Tatticamente, il Milan ha comunque - bravo Allegri, o chi per lui - indovinato tutto. I rossoneri hanno neutralizzato le fonti del gioco della Juve e hanno saputo costruire qualcosa di più e di meglio fino all’ultimo quarto d’ora, quando non sono più riusciti a ripartire. De Sciglio e Constant sono stati perfetti, come Montolivo (meglio di Pirlo, nel duello a distanza)e il generoso El Shaarawy che non sa solo segnare e ieri si è fatto apprezzare anche come terzino.
La Juve ha steccato collettivamente la partita, ma in modo particolare con Vidal (una marea di palloni persi e nessuno spunto importante) e sulle fasce. Conte e Alessio hanno cambiato giustamente gli esterni Isla e Asamoah, incapaci di creare alcunché, ma non è che dalla panchina abbiano trovato molto di meglio. In difesa i bianconeri hanno dovuto rinunciare a Chiellini e anche questa è stata un’assenza che si è avvertita, anche se Caceres il suo l’ha fatto: ma specialmente all’inizio gli equilibri erano precari e la squadra ha sofferto insicurezze che non le sono certo abituali.
Il rientrante Pirlo si è reinsediato alla regia con risultati migliori nel finale quando è avanzato di venti metri, ma comunque non trascendentali, in avanti confermati Vucinic e Quagliarella, evanescente e a tratti indisponente il primo, troppo solo e spuntato il secondo, che però ha cercato di darsi un po’ più da fare.
Anche il Milan in attacco, a parte qualche guizzo nel primo tempo del Faraone, ha combinato poco in rapporto al gioco creato: Robinho e Boateng sono ancora lontani dallo standard migliore. E così, il migliore attaccante - di gran lunga - era in tribuna: quel Marco Van Basten, omaggiato da tutto lo stadio, che in qualunque delle due squadre fosse stato schierato ieri sera avrebbe scavato il solco. Ma come si sa, non è più tempo di top-players...
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