Il Tirreno

Livorno

Con la difesa sistemata perché non si può sognare?

di Fabrizio Pucci
Con la difesa sistemata perché non si può sognare?

Il Livorno viaggia veloce, è secondo e nelle ultime 6 gare ha subito solo 3 gol Grande merito della squadra ma anche di Nicola che ha portato la difesa a 5

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LIVORNO. Signori, siamo in volo. Verso la salvezza, certo, perché l'obiettivo primario resta quello e le varie componenti della società non mancano mai di ricordarlo. Ma intanto ci godiamo il momento. Da quassù il panorama è meraviglioso e il bello è che nessuno accusa vertigini. Il Livorno viaggia veloce e l'analisi logica dei successi amaranto porta alla ribalta la tenuta stagna della difesa.

I meriti di Nicola. In principio fu l'attacco stellare a mantenere la squadra amaranto nei quartieri alti della classifica. Il modulo 4-3-3 produceva gol a grappoli e per il segmento iniziale della stagione sembrava fosse sufficiente (facile a dirsi, meno sul campo) segnare una rete più degli altri per portare a casa i tre punti. Alla lunga, però, questo giochino ci avrebbe riportato nei ranghi. Anche perché in fuga c'era il Sassuolo che becca un gol ogni due partite e mezzo. E allora Nicola, mister concretezza, ha iniziato a studiare alternative al quel modulo spettacolare, ma che fatalmente esponeva la retroguardia a qualche spiffero di troppo.

Gli accorgimenti. Così Davide Nicola, dopo averlo provato in corso d'opera nelle giornate precedenti, ad Ascoli propone dall'inizio la vecchia e sana difesa a tre. Quella della scalata dalla C1 alla Coppa Uefa. Quella che garantisce maggiore copertura perché quando si abbassano gli esterni ecco che diventa a cinque: un muro. È il 3-5-2 che per i pignoli è un 3-1-2-1-2 visto che il centrocampo è a rombo con Savvas Gentsoglou basso e Belingheri trequartista.

Le cifre. Per chiarire i concetti chiediamo soccorso ai numeri. Il Livorno, Coppa Italia compresa, è riuscito a mantenere la porta inviolata per la prima volta addirittura alla tredicesima uscita della sua stagione, il 26 ottobre scorso con il Cesena: finì 1-0 con la prima rete da professionista di Ceccherini. Fino a quel momento in campionato aveva incassato la bellezza di diciotto reti in dieci partite per una media di quasi due dispiaceri per gara. In queste dieci va inserita anche quella (sui generis) dell'1-5 con lo Spezia. Nei fatti, però, dopo lo 0-2 con il Verona, Fiorillo ha preso tre gol in sei partite: Cesena, Lanciano, Bari, Ascoli, Varese, Novara. Una media abbassata a mezza rete subita ogni novanta minuti. Media da squadra vera, da formazione che può puntare davvero in alto.

I singoli. A Novara, Ceccherini è stato fantastico, ma pure Emerson (monumentale) e Bernardini (perfetto) hanno mostrato sicurezza e solidità. È lievitato il rendimento anche degli altri. Da Gemiti a Lambrughi e Salviato che l'altra sera ha spremuto alta qualità e l'assist da tre punti per Paulinho. È presto per dirlo, ma c'è la sensazione che sul piano tattico sia stata trovata la quadratura del cerchio.

Gli ex. Tanta rabbia, per la sconfitta in extremis in un match particolarmente sentito. Francesco Bardi parla di «Novara punito soltanto da un episodio, ma Novara tosto che ha saputo dare il 110%». Un pizzico di veleno invece da Romano Perticone: «Sfido chiunque a giustificare questa sera l’enorme divario di punti tra noi e il Livorno. Abbiamo giocato alla pari e qualcosa di più, ma questa è una stagione maledetta, tutto ci gira male».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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