Gioco
Paulinho, e il Livorno si arrampica lassù
Incredibile vittoria a Novara: il brasiliano segna in pieno recupero, amaranto al comando per una notte col Sassuolo
INVIATO A NOVARA. Pazzesco. Eravamo già alle riflessioni: possiamo essere soddisfatti di questo punticino? Ma sì, dai, è sempre bene smuovere la classifica. Poi, mentre mezzo stadio aveva già acceso le luci della macchina divorate dalla nebbia, un lampo amaranto ha squarciato lo stadio Piola. Gustiamocelo tutto questo gol. Riviviamolo perchè la vita è adesso: Salviato recupera palla sulla fascia destra e scappa via, alza la testa, in mezzo c’è Paulinho, lo serve, il brasiliano è freddo come un iceberg e di piatto trafigge l’amico Bardi. Incredibile. Quelli del Novara l’hanno presa malissimo, tutti in mezzo al campo, ad attorniare l’arbitro, a chiedere un inesistente fallo su Buzzegoli. Macchè. Rabbia e delusione depressa. Torniamo a casa con il clacson che suona perché questa è una grande vittoria. Ottenuta nella serata in cui la squadra aveva sofferto poco ma anche brillato poco. Ma ci stava. Questo era un campo pericoloso, il Novara non poteva permettersi una sconfitta, e ha trovato ulteriori energie (più nervose che tattiche) dal cambio di allenatore. Paulinho era rimasto a lungo ai margini, ma ha confermato che non puoi lasciarlo solo perché tiu puniscce. Dionisi è stato il più attivo prima di infortunarsi alla caviglia ma solo come movimento, Siligardi ha sempre dato la sensazione di avere una marcia in più ma non l’ha mai innestata. Ha tenuto alla grande la difesa, anche se Gonzalez è un cliente scomodo, con Ceccherini molto preciso e puntuale anche sul centrosinistro della linea a 3, posizione nella quale non aveva mai giocato..
Le scelte tattiche. Stavolta Davide Nicola ha cambiato pelle al suo Livorno ma senza mettersi a specchio rispetto all’ avversario. Dall’altra parte Aglietti ha ripescato Piovaccari e Barusso, schierando Lazzari dietro alle punte e puntando sul 4-3-1-2. Così Nicola ha impastato il suo Livorno per sfornare un altro 3-5-2 ma diverso negli interpreti, con Bernardini sul centrodestra (vicino a Gonzalez) e Ceccherini sul centrosinistra attaccato a Piovaccari, mentre Lambrughi è andato in panchina. Nel primo tempo il Livorno è partito alla grande (5 angoli in 9 minuti), con Gemiti imprendibile a sinistra. Poi il Novara ha preso campo in mezzo, dove Belingheri aiutava poco e Gentsoglou non trovava la posizione, stranamente molliccio. I centrali di difesa comunque hanno tenuto bene, soprattutto grazie al solito strepitoso Emerson, e così sul finire di frazione il Livorno è salito di nuovo di tono, con Schiattarella più alto e Gentsoglou finalmente tosto e pulito nel giocare palla.
Dionisi e Siligardi. L’infortunio a Dionisi (colpo alla caviglia destra) poco prima dell’intervallo ha costretto (si fa per dire...) Nicola a gettare dentro Siligardi in anticipo rispetto al previsto. Anche il secondo tempo è scivolato via sulla falsariga del primo e sinceramente non era facile immaginare questa clamorosa e gustosa sorpresa nella coda. Livorno più squadra, ma in difficoltà nel pungere negli ultimi 20 metri, Novara tra alti (pochi) e bassi (tanti). Per dare più sostanza in mezzo Nicola ha tolto Gentsoglou, spostato Schiattarella al centro e inserito Salviato a destra.
Quel Barusso. Lo spavento più grosso ce l’ha provocato Barusso, con una rovesciata pazzesca che ha sfiorato il palo. Dopo Mexes, ci mancava anche Barusso. E invece sotto lo striscione del traguardo il Livorno ha messo la freccia, riprendendosi ciò che le era stato tolto a Lanciano.
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