Gioco
Incroci pericolosi Perticone e Bardi ringhiano sul Livorno
Un addio diverso, tra veleni, applausi e occasioni perse, e domani saranno avversari con la maglia del Novara
LIVORNO. Odio o indifferenza. Quando finisce un amore non ci sono vie di mezzo. Il burrascoso rapporto tra Perticone e il Livorno è finito nella busta numero uno, quella dell'astio neanche troppo represso. Succede. Nel calcio come nella vita. Domani sera al “Piola” di Novara ritroveremo nel ragazzo di Melzo, un ex con il dente avvelenato.
Colpo di fulmine. Eppure tutto era iniziato nel migliore dei modi. Anzi. Forse è finito male proprio per quell'amore a prima vista che scoppiato nell'estate del 2008 tra Romano e la maglia amaranto.
Difensore tosto, grintoso, ma pure baciato da un discreto talento, arrivò all'indomani della retrocessione in serie B. C'era da ricostruire il morale di una piazza depressa. E la sua bella sfrontatezza, unita a quella del fuoriclasse Alino Diamanti, faceva proprio al caso dei tifosi. Sanguigno in campo, estroverso fuori, non ha mai tirato indietro la gamba e nei momenti di maretta ci metteva la faccia: andava alla cancellata di Piazzale Montello a parlare con gli sportivi. A spiegare i motivi di un risultato negativo. L'anno finì in gloria con la promozione in serie A.
Fine della storia. Poi, dopo l'apice (annullò Ronaldinho in Milan-Livorno) il lento deterioramento del rapporto. La retrocessione. Poi sei mesi in B prima di andare in parcheggio alla Samp.
Infine il ritorno, ma senza amore e con poca passione. Nel ritiro di Bra, Novellino lo mette fuori rosa. Poi lo riabilita. Ma il rapporto è finito. Lo spogliatoio è una bomba a orologeria e Perticone è sopportato più che supportato. Morale. Gli attriti portano a una lite furibonda con un dirigente. E a gennaio Romano va al Modena. Torna da avversario a marzo. E dà tutto. Prende una stecca da Luci e un'altra da Dionisi. Antiche ruggini. Per lui ci sono i fischi della curva. In estate viene ceduto a titolo definitivo al Novara in cambio di Gemiti. Se gioca sarà assatanato.
Il bimbo. Lo spirito di rivalsa di Perticone e il magone di Francesco Bardi. Non manca nulla alla sfida di domani sera. L'emozione sarà tutta del portierino dell'Under 21 che l'anno scorso con le sue prodezze ha contribuito alla salvezza. Per la prima volta giocherà contro il Livorno. E per sua fortuna il debutto da avversario non va in scena all'Ardenza. Francesco ha talento sconfinato e testa sulle spalle, ma pure un pizzico di sfortuna perché dopo la tormentata stagione passata a Livorno, adesso a Novara non se la passa meglio. Siamo a novembre e gli azzurri hanno già cambiato tre allenatori. La classifica fa paura e la gente rumoreggia. Arriveranno tempi migliori. Magari a cominciare dalla prossima partita.
Gli altri. Ma Novara-Livorno sarà anche la partita di altri ex, che però hanno lasciato un’impronta meno importante. Almeno qui. Ad esempio Barusso e Parravicini.
Casomai, a Novara, avranno un ricordo particolare di Giuseppe Gemiti. Dopo una vita passata in A e B a gennaio 2010 riparte proprio dalla maglia azzurra piemontese: Prima Divisione di Lega Pro. È umile e serio, l'uomo Francoforte. Sono sei mesi intensi. Il Novara torna in B dopo una vita e lui torna subito nel calcio che conta. Un'altra stagione fantastica ed ecco il salto in serie A. L'anno scorso è stato sempre titolare nella massima serie. Ha pure segnato un gol, ma la squadra di Tesser retrocede. E lui capisce che il ciclo è finito e decide di cambiare aria. Viene a Livorno dove c'è un progetto e voglia di riscattare un'annata balorda. E indovina la mossa.
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