Il Tirreno

Livorno

BASKET: SERIE B

Per il Don Bosco la maledizione del tiro pesante

Per il Don Bosco la maledizione del tiro pesante

Da Prato: il 18% dalla lunga distanza grida vendetta, così Cecina ha avuto vita facile

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LIVORNO. Perdere ci può stare, altrimenti tutto diventerebbe noioso. Ma in determinati casi analizzare una sconfitta non è poi così semplice, vedi i due punti strappati dall’Elettromeccanica Cecina a Livorno. La squadra del coach labronico Federico Campanella, ha infatti meritato di riempire la bisaccia mandando in estasi i numerosi supporters arrivati al Pala Macchia, ma nasce spontanea la domanda: blitz per meriti propri o per qualche lacuna di troppo del Don Bosco? Dalle statistiche tracciare un bilancio è impossibile, a fronte di una lotta fino all’ultimo rimbalzo conclusa in parità (38-38) che non si sposa affatto con la dozzina abbondante di possessi con i quali Bruni e compagni si sono aggiudicati la preziosa posta in palio. «In effetti è un dato che balza all’occhio – spiega Andrea Da Prato – anche se per me la chiave sta nella scarsissima percentuale nel tiro da tre punti tra il secondo e il quarto periodo (appena il 18%). Chiaro che Cecina non si è più scollata dalla zona e nel finale è riuscita a dilatare il gap. E come se non bastasse quando non riesci a scardinare subito un cambio di difesa con due, tre canestri in serie le difficoltà inevitabilmente si moltiplicano». All’appello è mancato pure Iardella, il leader offensivo del gruppo autore di 10 punti, ma con un mediocre 1/6 dalla lunga distanza: «Alessio è un realizzatore, e come tale ha bisogno di far muovere la retina con continuità acquisendo fiducia con il passare dei minuti. Sarebbe sbagliato tuttavia puntare il dito sul singolo, dato che tutti insieme si vince e tutti insieme si perde. Ad esempio, parlando di atteggiamento difensivo, avremmo potuto concedere meno tagli contro palla a Cappa, o magari spendere qualche fallo in più su Bruni, bravo comunque a pescare soluzioni estreme ed estemporanee. Un’altra pecca è l’attacco alla zona, su cui lavoreremo in settimana per non farci trovare più impreparati già dalla prossima sfida in quel di Cento». A chiusura del cerchio la bella, e aggiungiamo incoraggiante, prestazione di Modica rispetto alle ultime uscite (14 punti conditi da 4 assist): «Le qualità di Francesco non si discutono – ha concluso l’allenatore ex Omegna – ma sono felice che abbia ritrovato feeling con il canestro, oltre a distribuire la consueta dose di palloni d’oro ai compagni» (a.m.)

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di Redazione web