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Rigore negato al 91’, Moratti esplode: «Sono cose già viste»

Rigore negato al 91’, Moratti esplode: «Sono cose già viste»

Una brutta Inter, il Cagliari si era meritato il pareggio Ma un contatto galeotto nel finale scatena il putiferio

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MILANO. C’è una partita che dura 90 minuti e che dice che il Cagliari non ha rubato nulla a San Siro e poteva anche vincere al cospetto di un’Inter improvvisamente tornata quella confusionaria e sprecona delle prime giornate di campionato. Poi c’è un’altra partita, quella che comincia al 91’ quando l’arbitro Giacomelli nega ai nerazzurri un chiaro rigore per un fallo di Astori su Ranocchia appena dentro l’area, ed è questa seconda partita che ruba subito la scena e anzi la copertina della giornata.

Putiferio in campo e sugli spalti, con la panchina interista che salta come un tappo di spumante e si scatena in proteste plateali e sarcastiche: Stramaccioni applaude il quarto uomo, viene espulso e quasi portato via di peso per evitare che si comprometta; Cassano e altri giocatori urlano parole irriferibili ai direttori di gara; ma questo è ancora poco rispetto al dopopartita nel quale tutta l’Inter tace adottando uno sdegnato silenzio stampa, ma parla per tutti - e come! - il presidente Moratti, che da anni non si vedeva così furioso.

Dopo aver mandato a quel paese l’arbitro dalla tribuna, il patron nerazzurro si presenta pallido e teso davanti alle telecamere ed esterna con violenza - vedi anche articolo a fianco - tutta la sua rabbia. In sostanza denuncia il fatto che da tre partite la squadra viene danneggiata dalle decisioni arbitrali e che il motivo di questi gravi errori è a suo avviso «l’incapacità», escludendo invece l’esistenza di un preciso disegno, del quale però dice che «se ci fosse sarebbe gravissimo». Lo sfogo del presidente si chiude evocando allusivamente i fantasmi del passato - Moratti non nomina la parola Calciopoli ma è come se lo facesse - e anche il timore che si possano riaffacciare. Inutile dire che l’outing del presidente nerazzurro è sicuramente destinato a tenere le pagine e la ribalta dei prossimi giorni.

Tornando alla prima partita,bisogna invece ribadire che il Cagliari dopo un inizio traumatico - l’Inter poteva trovarsi sul 3-0 dopo venti minuti - se l’è giocata a testa alta rispondendo colpo su colpo, rimontando con merito (Handanovic è stato il migliore fra i nerazzurri, questo la dice lunga) e sfiorando la vittoria, sfumata per un’autogol di Astori all’83’: in precedenza il bravissimo Sau aveva firmato - anche qui con qualche sospetto di irregolarità, soprattutto sull’1-1 segnato forse in fuorigioco - una doppietta che aveva gelato San Siro. Il risultato acquisito in campo fino al 91’ era dunque ineccepibile.

L’Inter invece di colpo sembra essere regredita di due mesi. Nerazzurri incerti in ogni reparto: in difesa Samuel e Ranocchia sono stati recuperati in tempi record ma non erano pronti e si è visto; a centrocampo Cambiasso e Gargano hanno sofferto costantemente, e davanti Milito ha bissato la partita negativa di Bergamo mangiandosi un gol clamoroso sull’1-1 che avrebbe potuto cambiare la storia. Da salvare lo spirito arrembante e la reazione della squadra, ma qualcosa sembra essersi inceppato all’improvviso: quando avrà smaltito la rabbia, Stramaccioni dovrà rifletterci bene.

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di Redazione web