Gioco
Rebus Juve: chi la butta dentro?
Replica indiretta (ma pungente) alle polemiche interiste. E ora si pensa al Chelsea
TORINO. Alla fine - veleni o non veleni - il pari interno di sabato con la Lazio non ha avuto le paventate conseguenze in classifica, l’Inter è rimasta a -4, l’unica ad avvicinarsi ai bianconeri è stata la rampante e temibile Fiorentina che ha agganciato il Napoli a cinque lunghezze dalla vetta. Alle accuse interiste la Juventus replica con un “no comment” ufficiale, ma anche pubblicando sul proprio sito la relazione del procuratore Palazzi datata 1 luglio 2011, nella quale si faceva riferimento ad intercettazioni telefoniche ai tempi di Calciopoli fra i dirigenti dell’Inter e gli allora designatori arbitrali. Come dire: guardate in casa vostra. Non è una dichiarazione di guerra, ma un segnale che la breve tregua è già rotta, questo di sicuro.
Ciò detto, a Vinovo si analizza la partita con la Lazio in ottica Chelsea, poiché a nessuno sfugge che lo spareggio con gli inglesi di domani sera in Champions vale mezza stagione. La diagnosi è semplice: sabato pomeriggio la squadra di Conte è stata quella di sempre, gioco intenso e a tratti bello, ritmi alti, dominio territoriale, tante occasioni. Unico neo - ma non certo da poco - i gol mancati e, di conseguenza, la vittoria sfumata. Domani la musica dovrà necessariamente cambiare. Bisogna ritrovare subito la via della rete perché l’incrocio con i campioni d’Europa in carica è decisivo per mantenere nei radar l’obbiettivo, assolutamente primario, della qualificazione agli ottavi. In Champions League non si può sprecare troppo prima di segnare, le opportunità da rete si riducono come numero e di conseguenza l’attacco deve essere più cinico e concreto.
La Juve ha una freccia di livello europeo al proprio arco ed è Mirko Vucinic: tutto gira - vedi articolo a parte - intorno alla sua presenza contro i “blues” di Di Matteo. Se non ci dovesse essere, Conte dovrà trovare altre soluzioni e qui si entra in un mezzo ginepraio con rischi anche di incomprensioni e polemiche di cui a Vinovo non si sente certo il bisogno. L’alter ego di Vucinic sembra comunque essere Fabio Quagliarella, decisivo nella rimonta a Stamford Bridge a settembre: dovrebbe essere il primo della lista del tecnico. Anche perché la sua sostituzione sabato - fischiata dal pubblico - è stata spiegata proprio con l’incombere della Champions. Per la seconda maglia dell’attacco, il ballottaggio dovrebbe essere tra Giovinco e Matri. Il primo anche contro la Lazio ha lasciato più interrogativi che certezze e per la prima volta è stato esplicitamente fischiato dal pubblico, malgrado una prestazione tutto sommato sufficiente e non priva di spunti di valore; il secondo scalpita e potrebbe avere una chance importante.
L’andata a Londra ha testimoniato che la Juve non è inferiore agli inglesi. Ha giocato alla pari, ha subìto un doppio svantaggio ma è riuscita a rimontare dallo 0-2 con un grande secondo tempo. E proprio da quelle indicazioni i bianconeri devono ripartire per compiere l’impresa. A maggior ragione, considerato il fatto che se la Juventus sembra appannata rispetto a quella di Stamford Bridge, il Chelsea lo è anche di più, ha perso due partite in Premier, è scivolato al terzo posto e soprattutto in difesa - a Torino mancherà il baluardo Terry - pare in crisi.
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