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La rinascita del Principino con la maglia di “Antonio”

di Mario Lancisi ; di Mario Lancisi
La rinascita del Principino con la maglia di “Antonio”

Una doppietta e un assist: la domenica perfetta di Alberto Aquilani a cui tutto lo stadio ha dedicato una standing ovation da brividi

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FIRENZE. Riecco il Principino. Un gol al Milan, due all’Atalanta e una pennellata d’artista per la testa di Toni. Il Principino, alias Alberto Aquilani, spinge la Fiorentina in zona Champions, terzo posto alla pari del Napoli, e a solo cinque punti dalla vetta bianconera.

Quando al 23’ del secondo tempo Montella lo ha richiamato in panchina, lo stadio gli ha tributato una standing ovation. Intanto per la qualità tecnica dell’ex romanista. A Firenze finora è stato impiegato solo in 6 gare per appena 208 minuti di gioco effettivi. Risultati? Tre gol e due assist conclusi in rete in entrambi i casi da Toni. Orfana di Montolivo, la Fiorentina affida ad Aquilani il compito di sostituirlo e soprattutto di dimenticarlo per i rapporti spesso burrascosi che ci sono stati tra il giocatore e il popolo viola.

E Aquilani si è legato ai fiorentini nel modo più impegnativo chiedendo di indossare la maglia numero 10 che a Firenze ha fatto (quasi) sempre sognare. Da Antognoni a Baggio. Da De Sisti a Rui Costa. Miti, sogni, anche negli anni disperati.

Ma nell’ovazione del pubblico viola nei confronti del Principino, soprannome che gli deriva dalla sua passione per Giuseppe Giannini, regista della Roma degli anni ’80 e ’90, ribattezzato il Principe per l’eleganza del suo gioco, c’è stato soprattutto un intento umano. Aquilani riemerge infatti da una via crucis di infortuni che gli hanno dimezzato la carriera iniziata in maniera lussuosa. Basti pensare che nella Roma era ritenuto superiore a De Rossi. Tanto che nel 2009 il Principino approda al Liverpool con un contratto faraonico da 20 milioni.

Ma il suo ginocchio fa le bizze. Gioca poco. L’anno dopo va in prestito alla Juventus: nuovo infortunio. Nel 2011 al Milan, ancora prestito, ancora infortunio. Poi nel luglio scorso la scommessa della Fiorentina che riesce a prenderlo definitivamente dal Liverpool gratis (in cambio del pagamento dell’ingaggio).

A 28 anni Aquilani è ora al bivio tra una carriera in grado ancora di afferrare la celebrità e un mesto tramonto di un campione colpito da troppi infortuni.

Firenze può essere la svolta per il Principino. Che nel luglio scorso si è anche sposato con Michela Quattrociocche, giovane attrice lanciata nel 2008 dal film Scusa ma ti chiamo amore, tratto dal libro di Federico Moccia. Un matrimonio sontuoso e principesco, avvenimento top dell’estate rosa.

Fiorentina e Michela. Due matrimoni in una sola stagione. «Michela mi dà forza e tranquillità», ha più volte ripetuto il Principino.

Durante l’esperienza inglese, la coppia ha avuto anche una bambina. Si chiama Aurora. Un nome promettente, augurale. Finora nella carriera di Aquilani le aurore si sono subito spente nella notte. Ma forse il ritorno in campo e i gol contro il Milan e l’Atalanta possono segnalare l’uscita dal tunnel. Che il peggio è alle spalle. Il Principino torna a sognare anche l’azzurro e la Fiorentina il ritorno in Europa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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