Il Tirreno

Livorno

E la profezia di Telesio finì in flop

di Giulio Corsi
E la profezia di Telesio finì in flop

Il mister consigliere comunale Pdl soccombe davanti al presidente consigliere del Pd

5 MINUTI DI LETTURA





INVIATO A PIOMBINO. Andrea Telesio aveva aperto la Treccani del calcio ed era andato a scovare una delle partite che hanno fatto la storia moderna del nostro campionato. Brescia-Atalanta 3-3, i bergamaschi in vantaggio 3-1, Baggio che riapre un risultato stregato, Rinaldi che due minuti dopo il novantesimo spizzica di testa l’autorete del 3-3 e Carletto Mazzone in versione Sgarbi (non Vittorio, ma il rugbista autore della meta contro gli All Blacks) che corre come il demone di un trattore verso la curva atalantina, non cede ai placcaggi di collaboratori, steward, bodyguard, quarti, quinti e sesti uomini e uno contro cinquemila sembra pronto a mangiarsela come un piatto di fettuccine quella curva nerazzurra. Chissà se Telesio, moderno allievo di Gianbattista Vico sperava nei corsi e ricorsi storici, quando il suo mouse stakanovista in mezzo alla cinquantina di messaggi Facebook quotidiani, l’altro giorno ha postato sulla sua bacheca il rewind di quel derby lumbard. Lui naturalmente nelle vesti del gladiatore del terzo millenio Mazzone-Sgarbi, il suo Venturina in quelle del Brescia dalle sette vite, i nerazzurri piombinesi in quelle dei bergamaschi, ma va bene anche interisti per uno col diavolo nel cuore come lui, il vecchio Magona addobbato a festa, arena da percorrere di corsa proprio come sor Carletto al Rigamonti o come per anni aveva fatto lui stesso al Picco quando a Spezia era considerato aquila reale e confezionava gol come oggi fa con i post di Face. E perché no, per coronare la domenica da film: la rossa Piombino guidata dal presidente-imprenditore-consigliere Pd Massimiliano Spagnesi espugnata dall’allenatore-exbomber-consigliere Pdl (a Follonica) Andrea Telesio.

Per un po’ questo derby profumato d’acciaio sembrava andare proprio nella direzione di quel Brescia-Atalanta 2001. Il Piombino in vantaggio dopo due manciate di minuti e Telesio sempre più calato nei panni del profeta, o per qualcuno della cassandra. È il 10’ e il suo urlo stile Tarzan comincia quando il pallone è ancora a metà campo, attraversa la giungla del Magona ma forse anche le vetrate delle verande dei palazzoni anni Sessanta che si ergono tutt’intorno e da cui qualcuno, tra i panni stesi, si gusta il derby in pigiama e ciabatte. «Occhio al 6!» grida Tarzan. Lo sentono tutti a Piombino, fuorché i suoi difensori. E infatti quando dopo cinque secondi parte il cross dalla sinistra, il telecomando piazzato ai piedi di Cicalini fa atterrare il pallone esattamente sulla testa del 6 dopo aver fatto la masa a tutta l’area. E a lui non rimane che schiacciare la sfera a terra oltre la linea. 1-0. Il raccattapalle aggiorna i ritardatari che il Piombino è in vantaggio, ma chi ha segnato lo sanno in pochi. «Il 6 dei gemelli, ma se l’attaccante o il difensore, chi lo sa» dice il cercapalloni. «Quelli son fatti con lo stampino». Il 6 è Tommaso Rocchiccioli, il difensore. Ma tra lui e il fratello Jacopo sembrano davvero disegnati con la carta carbone per dar grattacapi a Telesio e ai suoi guardiani.

Passa mezzora e la profezia del mister s’avvera di nuovo. Da 25 metri dai piedi del piccolo Gherardini si alza un siluro in stile Roberto Carlos che sbatte sotto la traversa e s’infila alle spalle del portiere Pacchini. È roba che sulla Treccani del calcio dovrebbe starci di diritto. Il furetto dai capelli biondi corre verso la tribuna, Olmo, la mascotte dei tifosi che fa il Roberto Bortoluzzi del Magona e aggiorna minuto per minuto la situazione dai campi della serie A e dei risultati in schedina, si leva pure le cuffiette: «Stasera riguardala alla moviola, portiere», gli urla. Purtroppo nessuno ha dato il ciak alla propria videocamera tascabile per immortalare quel capolavoro di gol che alla moviola o su youtube non ci finirà mai. Arriva l’intervallo e mentre il presidente nerazzurro Massimiliano Spagnesi fa la cuenta dei biglietti e arriva fino a 175 paganti, che rappresentano il record stagionale per il Piombino quasi capolista e che a sette euro a testa fanno oltre mille euro, per mister Telesio sembrerebbe arrivato il momento di dare il via alla seconda parte del remake di Brescia-Atalanta. Ma nell’alchimia della reincarnazione dei derby qualcosa non funziona. Perché il Piombino continua a dominare, il Venturina a guardare e Telesio a imprecare. Passano quindici minuti e Papa prende un attimo in prestito il telecomando di Cicalini, aggancia un pallone al volo e dal limite dell’area lo spedisce nel sette sul primo palo con una parabola degna del miglior manga di Capitan Tsubasa, alias Holly and Benji.

Sotto l’asfalto del 3-0 neanche Mazzone c’era passato in quella domenica al Rigamonti. Ma Telesio non demorde neanche ora mentre il suo dirimpettaio Di Tonno dà gli ordini del secondo tempo seduto su una sedia da bar, appollaiata dietro la rete del campo, sotto la struttura storica del Dopolavoro Magona d’Italia. Come in una playstation coi comandi vocali, il timoniere nerazzurro muove le pedine con semplici urla e i suoi fanno scambi d’effetto nelle maglie del Venturina ormai più larghe di quelle d’un negozio di taglie forti. E così al 25’ arriva il poker: ping pong Jacopo Rocchiccioli e Cappellini e gol facile facile della punta nerazzurra per un giorno di gloria in abito amaranto.

La partita è talmente viva che a bordo campo nasce anche un salotto: il guardalinee del Piombino si infila la bandierina sotto al braccio e inizia una chiacchierata sulla linea laterale col fotografo del Tirreno sulle debolezze dell’Inter e i gol di Sau appena annunciati da Olmo-Bortoluzzi. Manca solo un caffè al Sassolino e la moviola e sarebbe la perfetta domenica da bar sport. L’unico che non si accorge che del derby non c’è più traccia è l’arbitro Pagni che inizia a colorare il cielo color piombo con una raffica di gialli e rossi, poco prima che parta la marcetta degli anni d’oro dei Nerazzurri di Piombino e che Telesio s’incunei nel sottopassaggio lasciando la sua bacheca Facebook illibata per il resto della giornata.

giucorsi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web