Il Tirreno

Livorno

I brividi di Nicola: «Grazie del coro»

di Fabrizio Pucci
I brividi di Nicola: «Grazie del coro»

Elogi speciali per Dionisi e Belingheri, «ma questi sono ragazzi tutti esemplari»

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LIVORNO. Nicola, partiamo dal coro che la curva ti ha dedicato.

«Ringrazio i tifosi. Non sapevo come comportarmi. Ho ricambiato l'applauso. Non sono timido, ma in certe situazioni lo divento. Fa piacere sentire che il proprio lavoro viene apprezzato. Quel coro però devono girarlo ai ragazzi. Sono loro i veri protagonisti».

Soddisfatto del Livorno.

«Sì. Abbiamo fatto un passo avanti nella gestione della partita e dei momenti di difficoltà. Quando il Varese attaccava ci siamo abbassati, ma non siamo stati schiacciati, non siamo arretrati. In due parole, abbiamo tenuto botta».

Qual è il segreto del Livorno?

«L'umiltà, la grande voglia che ha questo gruppo di migliorarsi. Non ho parole per descrivere questa squadra. Sono esemplari. Tutti. Faccio qualche esempio. Il primo gol è arrivato su un movimento collettivo perfetto. Avete visto Schiattarella? Due mesi fa non pensava neanche di poter fare certe cose. Oggi le fa».

Tutta la squadra è piaciuta come atteggiamento..

«Non parlo mai dei singoli, ma faccio un'eccezione. Paulinho e Dionisi antepongono gli interessi della squadra a quelli personali. Si sacrificano molto. Fanno un lavoro oscuro prezioso sul cui altare immolano la voglia di fare gol. Infine Belingheri: è un giocatore di una intelligenza tattica straordinaria».

E ora?

«Siamo a 18 punti dalla salvezza. Mancano sei vittorie. Non sono poche».

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