di Alessandro Bernini
7FIORILLO. Il piccolo-Ivan fa un altro partitone. Al 29’ si ritrova Martinetti davanti, solo, a due metri dalla porta. L’attaccante del Varese (forse in fuorigioco) ci mette del suo tirando debole,...
7FIORILLO. Il piccolo-Ivan fa un altro partitone. Al 29’ si ritrova Martinetti davanti, solo, a due metri dalla porta. L’attaccante del Varese (forse in fuorigioco) ci mette del suo tirando debole, ma Fiorillo è un gatto e passa dalla posizione eretta alla presa a terra in un decimo di secondo. Sempre attento, stavolta anche più convinto nelle uscite. Avanti così ragazzo.
6,5BERNARDINI. Cartellino in comproprietà ma 90’ solo per il Livorno. Di testa le prende quasi tutte lui, Martinetti si intristisce e si accontenta delle briciole. Una bella partita.
7EMERSON. Il ministro della difesa fa spending review e licenzia gli attaccanti del Varese. Certo, con Ebagua e Neto Pereira sarebbe stata più dura, ma non è un suo problema. Di piede ha il 54? Non si spiega sennò come faccia ad arrivare sempre primo quando in area c’è da rilanciare un pallone. Che acquisto che è stato.
6.5LAMBRUGHI. Sta a sinistra, non fa le primarie e cancella gli avversari senza andare al voto. Il suo invece, di voto, è più che sufficiente perché fa cose semplici ma sempre con ordine.
7,5schiattarella. Quando esce, tutto lo stadio si alza in piedi. Lo facevano anche lo scorso anno, ma per offendere l’allenatore che non lo aveva tolto prima. Incredibile la sua evoluzione. Altra partita stratosferica da esterno nel 3-5-2: gli tocca Nadarevic (il più noioso) ma lo annienta. Si inventa una discesa alla Tomba sul gol e prima mette a sedere Grillo poi pennella l’assist per Belingheri, e dopo poco sfiora anche il gol. Ripresa meno scintillante ma sempre ottima. Schiatta schianta tutti.
7gentsoglou. Altro che pianto greco. Questo fa piangere gli avversari. Tosto davanti alla difesa, puntuale nei raddoppi, bravo a giocarla di prima dimostrando visione di gioco e rapidità di pensiero. Fa anche un paio di giochetti col pallone, che se lo vede Milly Carlucci lo convoca per Ballando sotto le stelle.
6,5luci. Partita di fatica, soprattutto nel secondo tempo quando c’è da tamponare lì in mezzo. Prima sfiora un gol di tacco che un giorno avrebbe raccontato ai nipotini, con l’ausilio magari di youtube sennò sarebbe stata dura crederci.
7,5belingheri. Il 3-4-1-2 gli dona come un perizoma a Belen. Perché galleggia in mezzo ma ha quei 5 metri di spazio in meno da percorrere per buttarsi dentro nella difesa avversaria. Infatti si inserisce, stacca di testa e segna; infatti si inserisce, vola verso la porta e serve Siligardi tutto solo per il 2-0. Un signore di altruismo.
6,5gemiti. Parte come una scheggia e nei primi 20’ fa il terzo attaccante. Sinistro dolce, gamba veloce, idee chiare. Nella ripresa sta basso, un po’ per scelta e un po’ per necessità perché il Livorno fa fatica a tener palla e ripartire. Bel giocatore.
6dionisi. Partita dai due volti. Con la palla al piede è una di quelle giornate in cui non gli va dritto un dribbling, ma in fase di pressing è l’uomo in più. Chiedete pure ai difensori delle altre squadre quanto lo odiano. A volte basterebbe un tocchetto in meno e sarebbe perfetto.
6,5paulinho. Mezzo punto in più per la giocata sul secondo gol, quando manda Belingheri da solo verso la porta. Stavolta tiene su qualche pallone in meno, anche perché Rea e Carrozzieri picchiano come fabbri.
7siligardi. Ma quando entra? L’ansia da accerchiamento travolge molti, ma non Nicola che ha sempre il timer giusto. Prima palla e fa ammonire Carrozzieri, poi sforna un assist per Belingheri (che tira alto) e infine sigla il 2-0 su gentile concessione di “Beli”. Sembra un gatto in mezzo agli ippopotami.
6ceccherini. Va dentro al 27’ per Gemiti, un paio di ottimi anticipi di testa, un altro molto efficace di piede. Centimetri e sostanza per resistere all’ultimo assalto del Varese, un ragazzo su cui contare.
svsalviato. Una manciata di minuti al posto dello sfinito Schiattarella.
7,5nicola. Ha testa e coraggio. Ha testa perché la partita è preparata bene, si vede da come il Livorno è subito padrone dal fischio d’inizio. Ha coraggio perché fa il primo cambio al 27’ della ripresa nonostante il Livorno soffra: lui non ama spezzare gli equilibri quando le cose vanno bene, perché a volte anche un granello di sabbia può rovinare il motore di una Ferrari. E ha ragione lui. Va in campo al fischio finale ad abbracciare i suoi combattenti, mentre la curva lo acclama. È uomo da “non un passo indietro”.
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