Gioco
Valentino, la fine di un incubo
MotoGp: l’ultima gara di Valencia a Pedrosa mentre Rossi da domani torna sulla Yamaha
VALENCIA. Finalmente è finita. L’avventura di Valentino Rossi con la Ducati si è conclusa con la gara di Valencia (10º). Sono state 36 gare di passione in due anni, di cui solo 3 di piacere, quelle dei podi in Francia e di Misano. Si chiude, con la gara vinta da Pedrosa (con il collaudatore della Yamaha Nakasuga e con Stoner sul podio: è caduto Lorenzo che ha detto «per fortuna avevo già vinto il titolo...») un’era del motociclismo. Due anni di aspettative mancate, di figure non all’altezza, di screzi. Il «matrimonio del secolo» è finito con un divorzio consumato nei giorni precedenti a Ferragosto, con l’ufficializzazione del ritorno in Yamaha.
Due anni buttati con la Ducati, per tornare ora alla Yamaha, accanto al tanto osteggiato Lorenzo, che nel frattempo è pronto a riaccogliere Valentino con il titolo mondiale del 2012. Ma anche dalle sconfitte si può imparare, pure se le ultime stagioni hanno rischiato di affossare la carriera di Rossi. «Ho fatto tre podi, due sull’asciutto e uno sul bagnato. Il più bello quello ottenuto a Misano, che è casa mia e anche casa della Ducati - ha analizzato Rossi - per i momenti brutti non saprei dire in particolare quale, ce ne sono stati tanti».
Quel che conta, adesso è ricominciare. «Ho salutato i ragazzi nel box - ha detto Valentino - tutti molto bravi con i quali ho lavorato bene. Ma adesso è tempo di cambiare. Da martedì proverò la nuova moto, speriamo di avere bel tempo. Proverò certamente la Yamaha 2012, ma non so se ce ne sarà anche una in versione 2013». Due anni importanti comunque, perchè Rossi è diventato più umano agli occhi dei suoi avversari. Se ne va sicuro di aver fatto il possibile per far crescere la Desmosedici. «Quest’anno - ha detto Valentino - da subito abbiamo cercato di capire quali fossero i problemi, io ho provato a spiegare alla Ducati ed a Filippo Preziosi (il direttore generale di Ducati corse, messo in discussione dall’Audi in questi giorni, ndr) cosa ci fosse da cambiare ma non ci siamo riusciti. Quando sono sceso l’ultima volta dalla Ducati è chiaro che ci sia stata un po’ di tristezza, ma ora bisogna guardare avanti».
Dice addio al mondo delle due ruote Casey Stoner. Il campione del mondo uscente della MotoGP, che ha ottenuto il suo ultimo podio a Valencia non sarà più parte del circo iridato. Stoner aveva annunciato la sua decisione durante il Gp di Francia lo scorso 17 maggio e non ha mai cambiato idea. «Non sono molto soddisfatto di questa mia ultima gara - ha detto Stoner - ma alla fine c’è stato da combattere. Ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato in questi anni».
Ma il futuro di Stoner non sarà solo quello del baby pensionato. Si parla da qualche tempo di un interessamento di Stoner per le quattro ruote, nel campionato V8 australiano. «Abbiamo avuto dei contatti - ha detto l’ex pilota Honda - ma non c’è nulla di deciso ancora. Prima mi prenderò una pausa per riposarmi e non sarà breve». Stoner è stato uno dei migliori avversari di Rossi. Valentino ha perso contro l’australiano la lotta per il titolo nel 2007, quando questi era con la Ducati. Poi ci sono i duelli per la vittoria tra i due, il più famoso è quello di Laguna Seca, quando Rossi passò Stoner all’interno della variante in discesa del Cavatappi. «Per me - ha detto Rossi - è stato un grande avversario. È un peccato che smetta così presto».
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