Gioco
Suicidio anche nel derby, fine di Zemanlandia
De Rossi dà un pugno a Mauri e si fa cacciare, la Roma subisce l’ennesima rimonta: ora è a pezzi
ROMA. Zemanlandia tramonta in un triste (per i romanisti) pomeriggio di pioggia battente, follie e veleni iniziati con gli scontri fuori dall’Olimpico, con due tifosi giallorossi aggrediti e una Molotov scagliata contro la polizia: in campo va meritatamente alla Lazio la stracittadina della Capitale, e non sarà facile per la Roma riemergere da un derby perso dopo un altro suicidio collettivo. Sintomatico il coro irridente di «Grazie Zeman» intonato nel finale dalla curva laziale.
L’imputato numero 1 di giornata è peraltro Daniele De Rossi, che sul 2-1 per i biancazzurri “smatta” nel finale del primo tempo, rifila un pugno gratuito quanto inutile a Mauri e si fa buttare fuori (non sarà convocato nemmeno in Nazionale) lasciando la squadra in dieci. Un episodio simbolico: ripescato da Zeman e riportato nella prediletta posizione centrale, Capitan Futuro fa la cosa peggiore immaginabile, che probabilmente prelude a un amaro addio.
Imputata numero 2 è ancora una volta la difesa romanista, a cominciare dal portiere Goicoechea che fa una paperissima su una punizione non irresistibile di Candreva regalando il pareggio alla Lazio, che da lì in poi prenderà la partita in mano. Male anche i difensori, ancora una volta incerti, lenti e mal posizionati.
Ma l’imputato numero 3 è sicuramente Zdenek Zeman, che per l’ennesima volta non ha fatto niente per proteggere la sua inaffidabile retroguardia dopo aver avuto la fortuna di passare in vantaggio, e quindi di poter impostare la partita a suo piacimento: un’altra rimonta subita dalla Roma, ma questa nel derby non sarà facilmente perdonata dai tifosi. Da ieri Zeman è entrato ufficialmente in zona-rischio, anche se a fine derby ha commentato con la solita filosofia: «Nessun allenatore - ha detto - può mai sentirsi sicuro della sua panchina».
La Lazio non ha rubato nulla. In linea con la concretezza e la tenacia del suo tecnico Petkovic, ha saputo superare i primi 20 minuti critici, e dopo l’1-1 ha giocato con molta più razionalità, adattandosi meglio anche al terreno pesante.
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