Gioco
Soldatino o generale? Turbo-Schiattarella ha preso i gradi
Cresciuto in salumeria, ora affetta avversari e segna pure E sabato ha trascinato via il fratello dal mercato di Napoli...
LIVORNO. Il soldatino è diventato generale. Altro che recluta. Ormai sulla maglia amaranto di Pasquale Schiattarella, 25 anni da Mugnano, Napoli, sono stati appuntati i gradi di ufficiale. Duttilità tattica, costanza di rendimento, prestazioni sontuose come quella di Ascoli e corsa, tanta corsa da far arrossire anche Forrest Gump. Ecco i che hanno porta alla sua promozione, rigorosamente sul campo. Ad Ascoli la sua esibizione migliore, da 8 in pagella. E pensare che questo ragazzo dagli occhi vispi e dal sorriso dolce, che esibisce numerosi tatuaggi e un taglio di capelli alla mohicana, a fine agosto era finito nella lista di trasferimento come pedina di scambio. La sua partenza fu scongiurata solo in extremis. Anzi. Al debutto in campionato sul camppo della Juve Stabia a causa dell'infortunio di Belingheri si ritrovò titolare. E da allora non è praticamente più uscito.
Primo acquisto. La storia amaranto di Schiattarella è curiosa. Fu prelevato dall'Ancona nei primi mesi del 2010 quando il Livorno stava retrocedendo in serie B, primo acquisto di una stagione che oltre un anno dopo avrebbe portato la squadra allenata da Novellino a sfiorare l'accesso ai playoff. Diciamo la verità. Quando arrivò nessuno lo conosceva. Più o meno sapevamo che era un esterno, che era stato lanciato nel grande calcio dal Torino prima di passare ai dorici. E proprio ai granata, con la maglia dell'Ancona, aveva segnato un gol incredibile da metà campo in pieno recupero.
Amore difficile. Quella di sabato è stata la sua presenza numero 76 con la maglia amaranto. Cinque i gol segnati, due nelle ultime due uscite con il Bari e al “Del Duca”. Una permanenza lunga (siamo al terzo campionato) e anche tormentata in alcuni frangenti. L'anno scorso prima di Natale il momento più brutto. Colpa di uno scatto di nervi, un fallaccio ai danni del veronese Ferrari, che gli costò l'espulsione. Il fragile Livorno della passata stagione, in inferiorità numerica beccò due reti dai gialloblù e lui finì nel mirino dei tifosi. Feeling spezzato e tanta voglia di cambiare aria già a gennaio.
E invece la valigia è sempre rimasta nel ripostiglio. Il carattere solare, ma sensibile, non è stato scalfito neanche quando il suo nome spuntò in qualche intercettazione telefonica in pieno scandalo calcio scommesse. 'Schiatta' era ed è pulito. E non è mai stato chiamato in causa. Intanto però l'amore con i tifosi era bello e che finito. E per riaccendere il fuoco ci sarebbe voluto un miracolo. Che si è verificato.
Versatilità. A Livorno c'è un detto: "Dove lo metti, sta". Si usa per sottolineare l'aspetto positivo di una persona che non conosce la vis polemica e a cui va bene tutto. Spinto all'eccesso, può essere anche un difetto, una sorta di mancanza di personalità. Nel calcio, invece quel motto fa la fortuna degli allenatori. Pasqualino tuttofare, infatti, a Livorno ha ricoperto i ruoli più diversi: esterno destro basso o alto, talvolta impiegato anche sulla corsia opposta. Sempre senza batter ciglio. A volte ha convinto. In altre circostanze ha steccato. Ma, da bravo soldatino, non si è mai lamentato. Poi a luglio l'incontro decisivo, quello con Davide Nicola. Il tecnico piemontese lo ha responsabilizzato. Ci ha parlato a lungo. Gli ha spiegato che poteva essere utile e che doveva sentirsi parte integrante del gruppo. Pasquale ha capito ed è esploso.
Fratello-amuleto. Sabato ad Ascoli Schiattarella ha scritto una storia che merita di essere raccontata. In tribuna al “Del Duca”, c'era suo fratello Paolo che per un giorno ha lasciato il lavoro al mercato di Napoli per seguirlo. Un gesto di amore fraterno, ma anche scaramantico. Già, perché quando Pasquale è a digiuno di gol da troppo tempo, chiama Paolo e lui si precipita. Ha seguito Livorno-Bari e, pam!, il soldatino ha segnato. Ha bissato ad Ascoli ed ecco il secondo centro consecutivo. Per il match con il Varese, Paolo, è come l'abbonato Rai: avrà un posto in prima fila.
Una famiglia come tante. Paolo è il fratello maggiore. Ha 28 anni. Poi c'è Pasquale e infine la bimba di casa: Melania che ha vent'anni e studia all'Università di Napoli. Mamma Pina e Babbo Carlo gestiscono una salumeria, ma evidentemente 'Schiatta' non conosce il colesterolo visto che viaggia a mille all'ora al punto che a fine partita ha scherzato: "Non sapevo della maratona di Livorno altrimenti avrei corso anche quella".
Valori. La famiglia, l'amore per la fidanzata Virginia e l'amicizia. Sono i capisaldi della vita di Pasquale. Carattere gioviale, estroverso, il duracell amaranto ha molti amici nel mondo del calcio. Quello inseparabile, però è De Lucia. Si conoscono da anni. Loro e le rispettive famiglie. I due sono pure vicini di casa. Già, perché dopo un anno in esilio a Tirrenia, Schiattarella è tornato ad abitare in centro per vivere la città. Il relax, infatti passa attraverso un giro in centro, un po' di tv sul divano e qualche film al cinema. Nel cuore di Livorno, perché Livorno gli è entrata nel cuore.
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