Gioco
Sepe esulta troppo, parapiglia a fine partita
Momenti di tensione in mezzo al campo: «Ma io non ho offeso nessuno», dice il giovane portiere
FROSINONE. Il livello del gioco è stato molto superiore a quello che si vede normalmente in serie C, ma il finale di gara, anzi l’immediato dopogara non è stato all’altezza do quello che si era visto sino allora.
I fatti, spogliati da eventuali faziosità, sono i seguenti. Dopo il fischio finale dell’arbitro Saia, il portiere del Pisa Luigi Sepe, bersagliato fino a quel momento dagli insulti della curva dei locali (sotto la quale aveva giocato il secondo tempo), alza le braccia in segno di esultanza, ma rivolgendosi proprio ai tifosi laziali.
Gesto per niente opportuno: il pubblico inveisce, Ganci del Frosinone corre in direzione dell’avversario e arriva faccia a faccia con lui mentre inutilmente Buscè si porta a sua volta sotto la curva chiedendo scusa con ampi gesti ai tifosi.
Dopo Ganci arriva tutto il Frosinone, compreso il portiere Zappino che si trovava a 100 metri di distanza: tutti vorrebbero dire o fare qualcosa a Sepe, protetto da un improvvisato cordone di compagni. Alla fine il portiere è scortato di corsa dagli steward negli spogliatoi, con lo stesso Buscè che segue a ruota per sincerarsi che, di nascosto dagli occhi di testimoni e dagli obiettivi delle telecamere, qualcuno non aggredisca Sepe.
Più tardi in sala stampa Sepe spiegherà: «Qualcuno ha detto che ho mostrato un dito medio?
Sono falsità e non lo farei mai, perché non è nel mio carattere e perché ho un figlio di 15 mesi. Non è stato un episodio irriverente verso la curva locale, ma un segno di esultanza».
Ma torniamo in campo, perché non tutto finisce con l’uscita di Sepe. Infatti, mentre i giocatori del Pisa si portano a centrocampo per “fare il cerchio”, ovvero abbracciarsi in circolo come fanno dopo ogni partita, arriva Santoruvo del Frosinone per dire loro che lì non devono farlo. Ma ormai il nervosismo in campo si è un po’ stemperato.
Riaffiorerà più tardi, fuori dallo stadio, da parte di una ventina di supporter locali che aspettano l’uscita del pullman del Pisa per tempestarlo di pugni e calci, ma più come un “arrivederci” non amichevole che con reali intenzioni offensive.
L’importante è che nessuno si sia fatto male. E i tifosi nerazzurri arrivati a Frosinone, circa un centinaio, lasciano la città laziale senza problemi. Anche quelli di loro che si trovavano in tribuna non hanno trovato atteggiamenti ostili: c’è stato sì molto nervosismo alla fine, ma nei confronti dell’arbitro per un gol annullato (giustamente) alla squadra di Stellone, e nei confronti di Sepe per l’esultanza diretta verso... la curva sbagliata. Nel recente passato, a dire il vero, c’è stata una forte rivalità fra le due tifoserie.
Lo stesso Luigi Sepe, però, non è rimasto troppo impressionato dall’episodio finale, commentando anche la partita: «Abbiamo giocato una grande gara e ci siamo ripresi i punti persi con la Nocerina contro un avversario favorito per la promozione. Abbiamo sofferto un po' nel secondo tempo, potevamo chiudere prima la gara, ma il Pisa ha meritato di portare via i tre punti».
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