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Questa Fiorentina è da podio, per non dire da...

Questa Fiorentina è da podio, per non dire da...

Senza Jo Jo, Montella trionfa a San Siro : 2mila tifosi viola aspettano la squadra alla stazione. Allegri nel dramma

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MILANO. Anche senza il suo tenore Stevan Jovetic, la Fiorentina fa un gran recital alla Scala e manca di poco il podio (del campionato) sul quale si era giustamente insediata prima della rimontona del Napoli a Marassi negli ultimi minuti. Ma tant’è. San Siro ha detto due inequivocabili verità: la Fiorentina di Montella è - almeno in questo momento - una squadra da Champions; il Milan di Allegri non vale più di un modesto e incerto centroclassifica.

E’ stata una partita praticamente senza storia, anche se il rigore eventualmente trasformato da Pato sullo 0-1 (invece ha sciaguratamente tirato sul primo anello) e il quarto d’ora centrale del secondo tempo avrebbero potuto produrre forse un pareggio, che i rossoneri hanno inseguito coi nervi e la volontà: ma sul piano del gioco non c’è stata partita, troppo più logico e armonico lo schieramento viola, pur mancante del suo giocatore più importante.

A Milano la Fiorentina si conferma squadra rivelazione del campionato: straordinario il lavoro di Montella che mette in campo un gruppo agguerrito, ordinato e quasi perfetto in difesa, coraggioso e concreto in attacco, dove l’”aeroplanino” ha avuto la costanza di aspettare i vari Toni, Ljajic e oggi El Hamdaoui (gol bellissimo) come alternative necessarie ai gol di Jo Jo. Difficile dire dove possano arrivare i viola: se i centrocampisti che garantiscono fosforo - in primis il bravissimo Borja Valero, poi Pizarro e il ritrovato Aquilani - reggono a questi livelli, la sensazione è che nessun traguardo sia vietato, nemmeno un eventuale inserimento nella lotta scudetto. E il popolo viola ci crede eccome: ieri sera erano in più di mille a Santa Maria Novella ad aspettare il ritorno in treno della squadra; dopo due anni neri, la Viola quest’anno sembra destinata come minimo ad eguagliare i successi dell’era Prandelli.

Speculare la situazione del Milan, che incassa altri tre gol, due dei quali arrivano ancora una volta su palle inattive, la difesa registra vuoti paurosi con Mexes disastroso e gli altri poco meglio; il centrocampo è mediocre, l’attacco asfittico; dramma nel dramma quello di Pato che sbaglia un rigore, degno coronamento di una pessima prestazione. Allegri rischia grosso, la crisi soffia minacciosa su di lui: quasi impossibile che il tecnico livornese arrivi a fine stagione, e forse anche al fatidico panettone.

E qualcuno, a Milano, vede proprio Montella in un futuro prossimo sulla panchina rossonera. Il tecnico viola elogia la maturità e l’intraprendenza della sua squadra, e si schermisce: «Io sono molto felice di stare a Firenze», sorride Vincenzino. Proclami? Zero. «Non direi - dice - che questo sia il punto più alto della mia carriera, è una giornata soddisfacente, ma mi sento ancora acerbo come allenatore». Meno diplomatico il ds viola Pradè: «Oggi a San Siro - dice - la Fiorentina ha fatto il Milan, questa può essere la svolta. E quanto a Montella, ce lo teniamo stretto, abbiamo un progetto a medio-lungo termine con lui». Che si chiama scudetto, anche se non si può dire.

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