Gioco
Nicola e quella frase al 45’ «Non possono durare...»
Un’altra perla per il tecnico: «L’Ascoli aveva speso tanto nel primo tempo, sapevo che c’era l’occasione per il colpo. A cosa penso? Solo alla salvezza»
INVIATO AD ASCOLI. Davide Nicola, la coerenza al potere. Provano a stuzzicarlo in ogni modo, lui non si scompone. E ripete lo stesso mantra degno di un monaco buddista.
Terzo posto in classifica, nella scia di Sassuolo e Verona: dove potrà andare questo Livorno?
«Abbiamo 29 punti, la salvezza è a quota 50. L’obiettivo iniziale era migliorare il campionato scorso e questo vogliamo fare. Rimanendo concentrati sulle nostre capacità e il processo di crescita. Mancano ancora 21 punti...».
Primo tempo da partita a scacchi, secondo con i fuochi d’artificio. Come si spiega quella metamorfosi?
«Durante l’intervallo ho detto ai ragazzi: sarà dura che l’Ascoli riesca a tenere questo ritmo. Erano stati molto bravi nella transizione e poi a tornare tutti indietro per chiudersi, un ritmo elevatissimo che non poteva continuare ancora a lungo. Noi abbiamo sfruttato meglio le corsie esterne, andando in vantaggio col Gemiti bravo a spostare il suo uomo: ha crossato mettendo in mezzo un pallone d’oro che Schiattarella è stato bravo a scaricare in porto».
3-5-2, una sorpresa che forse l’Ascoli non si attendeva...
«La nostra scelta tattica ci ha consentito di poter allentare la pressione dei loro esterni e contemporaneamente consertirci inserimenti nel loro scacchiere centrale».
L’ingresso di Siligardi ha spaccato in due la partita?
«Io credo che il grande lavoro sia stato fatto prima correndo molto. E’ stato fondamentale la preparazione del giro palla. Questo gol ci ha permesso di avere più spazi per le ripartenze in quanto l’Ascoli è stato costretto ad allungarsi».
Il nuovo schema costringe a sacrificare una punta?
«Noi facevamo il 3-4-1-2 con Belingheri dietro le punte».
Adesso sarà difficile impedire ai tifosi di volare con la fantasia.
«Chi ha visto la partita, si è reso conto che tra noi e Ascoli non c’è questo pesante divario che dice il risultato finale. Per questo dico tranquillamente che secondo me non c’è niente di cui entusiasmarci, molto meglio volare basso e gustarci fino in fondo questa vittoria che dimostra come i ragazzi scendano in campo per dare ogni volta il massimo».
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