Il Tirreno

Livorno

Viaggio in maschera Nicola non svela le sue carte per Ascoli

di Fabrizio Pucci
Viaggio in maschera Nicola non svela le sue carte per Ascoli

Amaranto già partiti per le Marche con un giorno di anticipo Siligardi forse in panchina, la difesa con gli uomini contati

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LIVORNO. Con un giorno d'anticipo rispetto alle altre trasferte è scattata l'operazione Ascoli. Il gruppo è salito sul pullman con destinazione le Marche nel primo pomeriggio di ieri. Meglio sciropparsi subito il viaggio lungo e tortuoso per poi presentarsi sul prato del 'Del Duca' al top della condizione psicofisica.

Ultima seduta a Tirrenia. In mattina la truppa ha sostenuto l'ultimo allenamento al Centro Coni. Davide Nicola ha sottoposto i ragazzi a una massiccia dose di tattica. Un lavoro intenso e prolungato che è durato oltre due ore. Studiate le caratteristiche dei bianconeri, Mister 110 e lode ha provato le contromisure da opporre agli uomini di Silva in una partita che si annuncia molto accesa.

I convocati. A bordo del pullman sono saliti in venti. Nell'elenco dei convocati mancano tre nomi: quelli di Mazzoni, Remedi e Ceccherini. Il portiere, come sottolineato in settimana, ha ripreso a lavorare, ma non è ancora pronto: tutto nella norma vista l'entità e la zona interessata dall'infortunio. Quando ci sono di mezzo le costole non c'è da scherzare. E' rimasto a casa anche lo squalificato Remedi. Partita in tv per Ceccherini ancora alle prese con la contrattura made in Lanciano. Presente, invece Alessandro Bernardini e questa è davvero una notizia confortante.

La probabile formazione. In questi giorni Davide Nicola ha mischiato le carte. Mercoledì non ha fatto disputare la consueta partitella e per i ragazzi c'è stata una lunga serie di allenamenti con sfide a ranghi misti. Evidentemente il tecnico piemontese ha provato le soluzioni tattiche lontano da occhi indiscreti. Meglio non concedere vantaggi agli avversari. Morale: zero anticipazioni e qualche certezza dettata dalla logica e dai numeri. Partiamo da questi ultimi. Il Livorno si presenta ad Ascoli con cinque difensori di ruolo più il jolly Emerson. Insomma non si naviga nel mare dell'abbondanza. Impossibile pensare a uno schieramento a quattro con il brasiliano playmaker basso: in panchina resterebbe un solo difensore di ruolo (probabilmente Meola). Un rischio da non correre. L'ex reggino, quindi sarà confermato in mezzo e Gentsoglou nel ruolo di centromediano metodista. In questo caso Bernardini, che sta bene, ma sabato scorso ha accusato un malanno muscolare, potrebbe scalare in panchina insieme a Meola per comporre una batteria di riserva nutrita e comunque sufficiente per tamponare eventuali situazioni di emergenza. A centrocampo sono inamovibili Schiattarella, e la coppia Luci-Belingheri, due ex con il colpo in canna. Davanti sono sicuri del posto Dionisi e Paulinho con Siligardi che, almeno inizialmente, si sistemerebbe in panchina. Una soluzione logica, visto che Luca non gioca dalla partita con lo Spezia dello scorso 8 ottobre. E allora via al tridente atipico con soldatino-Schiattarella sistemato alto sulla linea delle punte.

Test probante. Il Livorno è in crescita. La vittoria con il fortissimo Bari di Torrente ha certificato evidenti progressi. L'atteggiamento è quello giusto e che si sposa alle caratteristiche di una squadra d'assalto, pienamente consapevole della sua forza, ma anche della possibilità che nella singola partita accade di dover soffrire. Domani ad Ascoli tutti questi miglioramenti saranno sottoposti a un test vero. I bianconeri, infatti, in casa si trasformano e sono molto pericolosi. Servirà una prestazione con i fiocchi per portare a casa la pelle intatta ed esaudire il desiderio del presidente Spinelli che, prima di partire per il Sudafrica, aveva chiesto in regalo una vittoria in casa del 'Picchio'.

Congratulazioni, dottore. Proprio alla vigilia della trasferta di Ascoli è arrivata una bella notizia. Il medico sociale del Livorno, dottor Manlio Porcellini, è stato eletto presidente del Comitato Provinciale della Federazione Medici Sportivi Italiani. Un importante e prestigioso riconoscimento, reso ancora più brillante dall'unanimità di consensi che hanno portato all'elezione del dottore, il cui incarico avrà la durata di quattro anni. Il lavoro e la serietà pagano. Sempre.

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