Gioco
Valerio Masi, in città fiorisce un nuovo campione europeo
LIVORNO. C’è un nuovo campione europeo di kickboxing in città. Proprio mentre in tutto l'ambiente cresce l'attesa per il rientro di Massimo Rizzoli (sabato 24 novembre al PalaMacchia), Valerio Masi,...
LIVORNO. C’è un nuovo campione europeo di kickboxing in città. Proprio mentre in tutto l'ambiente cresce l'attesa per il rientro di Massimo Rizzoli (sabato 24 novembre al PalaMacchia), Valerio Masi, allievo dell'ultima cucciolata Rendoki, agli europei in Turchia si traveste da protagonista inatteso, e con quattro vittorie, in altrettanti incontri in soli tre giorni, scala il gradino più alto del podio. È un oro che parte da lontano quello di Masi: a dodici anni debutta nella lotta a terra, a diciassette nel full contact.
Quest'anno, a soli ventidue anni, vince gli italiani che gli danno il diritto a vestire i pantaloncini azzurri agli europei Wako, trampolino di lancio per tutti i futuri campioni del professionismo.
Come spesso accade il match d'esordio è il più difficile: contro un austriaco tatticamente preparato, Masi sente inevitabilmente la tensione. Vince riuscendo a mandare continuamente a vuoto l'avversario, rimettendogli pugni dritti e calci bassi, tattica che lo ha contraddistinto per tutto il torneo. Al secondo turno trova un atleta riposato che lo aggredisce fin dal primo gong. Masi non si scompone, amministra la foga dell'avversario e lo colpisce duramente, sia coi calci che con i pugni, vincendo con un buon margine.
In semifinale è la volta dell'atleta di casa. Il turco, forte picchiatore, porta una gran mole di colpi, anche se non sempre a segno. Masi riesce a chiudersi bene fino ad agguantarlo in presa e, colpendolo con una violenta ginocchiata al volto, indirizza il match sui binari giusti. In finale affronta un rappresentante della forte scuola croata. La prima ripresa finisce in svantaggio, anche se uno spettacolare calcio frontale alla bocca dello stomaco fa contare l'avversario. Dalla seconda Masi riprende ad attaccare, fino a far perdere la bussola all'avversario con un potente calcio medio sinistro che gli toglie il fiato per qualche secondo.
«Per la felicità ho pianto come un bambino - dichiara il neo campione - è stato bellissimo vincere con il mio allenatore a fianco anche in nazionale: senza i suoi consigli non ce l'avrei fatta. Questa vittoria è per la mia famiglia, la mia ragazza e tutto il Rendoki».
«Le sue doti tecniche erano fuori discussione - interviene Massimo Rizzoli - in questo torneo la differenza l'ha fatta la sua condizione mentale: quando è attento e concentrato così diventa irresistibile».
Escono al primo turno invece Francesco Vaccaro e Nina Sidoti. Il primo parte bene ma non riesce a essere incisivo per tutto il match, complice anche un recente infortunio, mentre Sidoti, nonostante l'ottima tecnica, non riesce a contrastare l'aggressività e la velocità dell'avversaria.
Carlo Fantoni
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