Gioco
Viareggio senza benzina cade su due calci piazzati
Non serve la sforbiciata in acrobazia di Calamai che recupera lo svantaggio Nella ripresa la difesa imbambolata si fa beffare dalla zampata di Palermo
INVIATO A GUBBIO. Una punizione e un corner. Il Viareggio esce con le ossa rotte da Gubbio – seconda sconfitta stagionale – rimediando due gol su altrettante palle inattive. E non riesce ad allungare la striscia di risultati utili iniziata dopo il ko di Benevento di inizio stagione, perdendo un po' contatto dalle prime della classe e dando invece via libera agli umbri, adesso secondi da soli dietro alla capolista Frosinone. Malgrado le reti arrivate su azioni da fermo, però, non si può certo parlare di una sconfitta dovuta a due episodi. Il Viareggio visto al Barbetti, infatti, ha lasciato un po' perplessi, facendo un paio di passi indietro rispetto a quello frizzante visto ad esempio contro Avellino e Catanzaro.
Difesa inedita. Qualche attenuante, sia chiaro, la squadra di Cuoghi ce l'ha. A cominciare dall'assenza per squalifica di capitan Fiale al centro della difesa che ha costretto il tecnico bianconero a ridisegnare la retroguardia schierando Conson al centro, l'esordiente Tomas a destra e spostando Carnesalini a sinistra al posto di Sorbo lasciato in panchina. E così schierato il pacchetto difensivo ha mostrato più di un limite. Ma quello che meno è piaciuto, sul campo di Gubbio, è l'assenza di un vero gioco ragionato, con palloni spesso lanciati lunghi per il tandem offensivo Magnaghi-Giovinco ben francobollato dalla difesa eugubina (non a caso la meno perforata del girone). Saltato troppo spesso Maltese, il Viareggio non ha saputo rendersi quasi mai pericoloso se non con qualche sporadica incursione sulla fascia destra. E così, per tre quarti di gara, il Gubbio si è dimostrato superiore. Meritando la vittoria.
Capolavoro di Radi. La partita si è messa male per le zebre dopo meno di un quarto d'ora. Ovvero quando Radi ha calciato alla perfezione una punizione da venti metri concessa per un fallo di Maltese su Nappello. Il difensore si è incaricato del tiro e, dopo aver scavalcato la barriera, l'ha messa là dove un pietrificato Gazzoli non è arrivato. Il Viareggio, però, la gara era riuscita a rimetterla in sesto subito prima dell'intervallo, quando Calamai ha inventato una splendida sforbiciata su una corta respinta di Venturi che ha sancito il provvisorio pari. Situazione ideale per iniziare bene il secondo tempo. Ma dopo un inizio promettente (palo di Peverelli a portiere battuto), il Gubbio ha ripreso in mano il gioco fino al 2-1 in mischia siglato da Palermo su azione d'angolo (e molte responsabilità della difesa).
Tridente inutile. Cuoghi ha provato a dare una mossa alla squadra ridisegnandola con i cambi e, con l'ingresso di De Vena, ma il tridente ultraoffensivo non è mai riuscito graffiare la difesa avversaria. Cuoghi, in settimana, dovrà lavorare molto sulle gambe (e sulla testa). Un ko a Gubbio può starci, ma domenica con l'Andria non sono permessi passi falsi.
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