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Stravittoria, ma il bello viene ora

 Stravittoria, ma il bello viene ora

L’Inter punta subito al sorpasso. Duro attacco di Moratti all’arbitro: errori inammissibili

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MILANO. L’elogio di Stramaccioni, l’attacco all’arbitro Tagliavento. Il day after della vittoria-impresa dell’Inter in casa della Juve ha un sapore dolcissimo con un retrogusto amarognolo, perché la polemica contro la direzione di gara non si placa, tutt’altro. Nonostante il successo dei nerazzurri: e se l’elegia del giovane tecnico diventato nuovo Special One a Milano arriva da un tifosissimo come Valentino Rossi («Grande partita, Stramaccioni è meglio di Mourinho» il twitt del campione delle moto), il presidente Massimo Moratti si unisce al coro di complimenti per l’uomo da lui scelto per la panchina nerazzurra, ma ci va pesante sull’operato del direttore di gara allo Juventus Stadium.

Moratti, dito puntato. «Fa parte degli errori e non ce l’ho con la Juve, ma qui ci sono errori gravi e continui da parte degli arbitri - dice piccato il presidente - so bene che possono succedere ma bisogna fare molta attenzione, errori così non possono mica permetterseli. Il primo sul gol in fuorigioco è grave ma diciamo che ci può anche stare: ma il secondo errore è voluto, bastava interessarsene e veniva fuori l’espulsione di Lichtsteiner. Tagliavento? Non ne faccio un fatto personale. Chi è giudice in queste occasioni deve essere bravo, ma quel secondo errore non è ammissibile».

Striscia l’inimicizia. Pur in un contesto di armistizio che ha “tenuto”, non sono stati i soli motivi di polemica tra le due squadre: a fine partita è infatti scaturito un botta e risposta tra Stramaccioni e Marotta su alcune considerazioni pre-partita dell’ad bianconero, che aveva definito «spensierato» l’atteggiamento con tre punte degli avversari. «Marotta - sottolinea Moratti - è argusto e simpatico, ma spensierato per il suo significato in italiano è qualcosa di peggio rispetto a quello che ha voluto lasciare intendere lui a fine partita. Stramaccioni in ogni caso sta facendo davvero bene, meglio di quanto tutti si aspettassero - dice il presidente - le tre punte schierate non mi hanno sorpreso sapendo il lavoro del tecnico con i giocatori, sapevo sarebbero entrati in campo con la consapevolezza di quello che dovevano fare. Avevo fiducia che le cose girassero bene».

Sorpasso. Compiuta l’impresa, ora bisogna però darle seguito. L’obbiettivo attuale in casa Inter è quello di insistere e di affiancare o meglio superare la Juventus nel mese di novembre, che per i bianconeri sarà duro, fra partite di Coppa e scontri insidiosi in campionato (Lazio, Milan e derby col Toro). E questo, per i nerazzurri, significa andare a vincere domenica prossima a Bergamo contro l’Atalanta, partita tutt’altro che facile.

L’Inter di Strama ha timbrato la nona vittoria consecutiva in trasferta tra campionato ed Europa League. Altrettanti sono i successi di fila da Chievo-Inter del 26 settembre, giorno in cui per la prima volta il tecnico ha varato la difesa a tre. Non certo una coincidenza. Ma questo cosa significa in termini tattici? Sempre difesa a tre, e sempre tridente davanti? Stramaccioni è un “creativo” a cui piace cambiare e probabilmente continuerà così: ma dovrà anche dimostrare di saper gestire situazioni difficili, a cominciare dal caso-Sneijder che già si profila all’orizzonte: quando e al posto di chi troverà posto l’olandese?

«Quella di sabato - chiosa infatti Moratti - è stata una bellissima partita, una delle più belle nella storia dei confronti tra i due club. Oggi ci svegliamo con la consapevolezza di avere una squadra migliore di quella che pensavamo di avere, ma dobbiamo pensare ad un progetto e ricordare che questa squadra è giovane ed ha bisogno di esperienza». Come dire: tutto bello, ma il bello vero arriva ora...

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