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Nella Juve suona l’allarme attacco

Nella Juve suona l’allarme attacco

Niente drammi, incombe la Champions. Ma Vucinic è in forse, e qualcosa non va

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TORINO. A Vinovo lo slogan è: ripartire immediatamente. È l’imperativo della Juventus dopo aver conosciuto per la prima volta la sconfitta nella gestione Conte. Niente drammi, lo sbarco in una terra sconosciuta pone però i bianconeri di fronte ad un’altra prova: quella della maturità, saper superare subito quanto accaduto.

L’occasione è dietro l’angolo, mercoledì arriva il Nordsjelland per la gara che deciderà il destino dei bianconeri in Champions. Proprio dove - in particolare con lo Shakhtar leader del girone - si era visto un copione simile, con la Juve in difficoltà nel palleggio (errori di misura e frenesia nel ripartire dopo la conquista della palla) e con l’avversario a comandare le operazioni.

Ma soprattutto si pone il problema dell’attacco, in casa bianconera. Il reparto avanzato bianconero fatica a concretizzare le occasioni e a chiudere le partite, ha evidenti limiti in Giovinco, dipende troppo dalla classe di Vucinic (in dubbio per il Nordsjaelland per una forte contusione al polpaccio sinistro, ieri solo fisioterapia per lui) e manca di un bomber. Presenza ancora più necessaria quando con il susseguirsi degli impegni diminuiscono la brillantezza generale e la capacità corale di andare in gol, caratteristica della Juve contiana. Per rendere l’idea, finora in campionato i 5 attaccanti bianconeri hanno realizzato 9 reti; Milito, da solo, è già a quota 7, il tridente nerazzurro a quota 15 (Cassano 5, Palacio 3). A gennaio si potrà risolvere il problema. In attesa, mercoledì in Champions, serve di nuovo la vera Juve.

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di Redazione web