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«Molto bravi nel palleggio»

«Molto bravi nel palleggio»

Bacconi: la squadra viola mi piace, somiglia allo Shakhtar

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FIRENZE. «La solita Fiorentina molto brava nel palleggio. Che ama il gioco. Basti pensare che ha effettuato in novanta minuti 28 cross», così Adriano Bacconi, pisano, preparatore atletico e analista alla “Domenica Sportiva” delle partite di calcio.

Quali sono le chiavi tattiche del gioco della Fiorentina?

«Io ne vedo soprattutto tre. La prima è la capacità di costruire gioco a partire dai difensori. Difficile vedere un pallone buttato fuori. Il difensore ferma l’avversario e riparte con l’azione oppure lancia la palla in avanti. Tra l’altro quelli viola sono giocatori dai piedi buoni. Un esempio viene da Gonzalo».

Ha segnato anche il primo gol.

«A parte questo, l’argentino è il primo regista della Fiorentina. Il regista di difesa, dal quale riparte spesso l’azione, il gioco».

La seconda caratteristica?

«La Fiorentina tiene i due esterni, Cuadrado e Pasqual, molto larghi e offensivi. Questa disposizione dà ampiezza alla manovra e spesso mette il centrocampo in superiorità numerica rispetto agli avversari».

La terza chiave di lettura del gioco viola?

«E’ legata a Jovetic che gioca nella stessa partita come prima punta, poi seconda e a volte arretra anche dietro per cui per i difensori è difficile marcarlo perché non ha una posizione fissa. Come si è visto anche con il Cagliari».

Si è dimenticato del centrocampo.

«Sì, in effetti anche qui colgo una specificità nel gioco viola che è quella del secondo regista. In mezzo al campo infatti si alternano sia Pizarro che Borja Valero. Ciò rende difficile fare il pressing perché se blocchi uno, si libera l’altro per lanciare e impostare il gioco».

Difetti?

«A livello tattico si può rimproverare ai giocatori di perdere qualche pallone di troppo concedendo così agli avversari la possibilità di ripartenze spesso pericolose. E poi va anche detto che quello viola è un gioco arioso e dispendioso. C’è un grande consumo di energie e spesso ciò porta i giocatori di attacco ad avere poca lucidità in fase conclusiva».

Cosa ha portato di nuovo Montella nel calcio italiano?

«Credo soprattutto il fatto di giocare con semplicità. I suoi giocatori sono tenuti, a parte Jovetic e Ljajic, a fare un tocco e via. Li libera così dallo stress. Giocano tranquilli. In maniera lineare».

A chi assomiglia questa Fiorentina? Al gioco di Sacchi? Al Barcellona?

«A Sacchi no di sicuro. Quello era un gioco corto e basato sul pressing. Al Barcellona la Viola assomiglia per il possesso palla, ma si distingue ad esempio in difesa dove gioca con tre e non con quattro difensori. Se proprio devo indicare una squadra direi che la Fiorentina somiglia molto allo Shakhtar».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web