Italia
La Lucchese non sa più come si vince
Il catenaccio della Bagnolese e la scarsa vena in fase offensiva frena i rossoneri che sono scavalcati in testa dal Mezzolara
Un mezzo passo falso che suona come un campanello d’allarme. Aiuto, la Lucchese non sa più vincere. Dopo il ko di Massa (primo stagionale) e il pari interno con l’Atletico Castenaso Van Goof arriva il primo risultato ad occhiali in trasferta contro la modesta Bagnolese, penultima della classe. Ai dilettanti rossoblù riesce l’impresa di fermare la capolista grazie a un magistrale catenaccio degno del miglior «Paron» Nereo Rocco. Dieci giocatori dietro la palla, Canalini ingabbiato, calcioni e ammoniti come se piovesse e sfera gettata in tribuna (pardon, nei campini adiacenti al mini stadio Fratelli Campari di Bagnolo ) all’occorrenza. E al triplice fischio (solo 3’ di recupero) mister Vacondio, 61 anni, allenatore per hobby e affermato imprenditore nel settore della panificazione (da quelle parti è ritenuto un «santone» del calcio), che saltella come se avesse vinto la Champion’s League. D’altronde il fine giustifica i mezzi e la Bagnolese non ha altra possibilità se non quella di una difesa ad oltranza per opporsi a una compagine tecnicamente, tatticamente e atleticamente più forte. Almeno sulla carta. Perché in campo i rossoneri peccano di presunzione regalando almeno un tempo ai rossoblù reggiani. Troppo leziosi e poco aggressivi su un campo stretto e al limite della regolarità. Di pressing alto nemmeno l’ombra e sulle corsie esterne solo Gatto, a tratti, mostra qualche spunto interessante. In quel modo i rossoneri facilitano chi aveva impostato la partita rinunciando a giocare e accontentandosi - per limiti tecnici - del solito punto che muove la classifica. Errori e assenze. Ad essere sinceri un paio di ghiotte occasioni per passare in vantaggio la Lucchese le ha avute. Ma se un giocatore dell’esperienza di Redomi non riesce ad alzare la palla e calcia addosso al portiere in uscita vuol dire che non è proprio giornata. L’assenza di una punta centrale inizia a pesare. Annullato Canalini (non sempre può fare il miracolo) e senza un attaccante di peso come Brega (2 presenze su 10 partite) difficile sfondare una retroguardia a cinque che spesso diventa a nove. La Lucchese si affida allora ai tiri da fuori. Ma dai piedi di Aliboni e soprattutto di Conti arrivano conclusioni più vicine alla bandierina di fondo che alla porta avversaria.
Fantasista cercansi. A completare il quadretto, tutt’altro che idilliaco, la mancanza dell’unico elemento in grado di cambiare passo: Elia Chianese. Contro i «manzi» della Bagnolese una giocata di prima, un’invenzione improvvisa avrebbe potuto creare scompiglio. Aliboni e compagni così perdono la testa (della classifica) e hanno un solo modo per uscire dal tunnel della crisi: vincere e convincere domenica contro il Riccione, l’ultima della classe, ritrovando verve e l’agonismo d’inizio stagione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
