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Il Napoli è sbollito: contro un bel Toro non basta il Matador

Il Napoli è sbollito: contro un bel Toro non basta il Matador

Cavani rientra e segna, ma i granata assediano e pareggiano Mazzarri, dura sintesi: «Lo scudetto era solo un’illusione»

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NAPOLI. Troppo facile crocifiggere Aronica, entrato a 5 minuti dalla fine della partita ed autore di uno scellerato retropassaggio a De Sanctis che, al primo minuto di recupero, regala il pareggio all’opportunista Sansone, che ci crede, piomba sul pallone, supera il portiere azzurro in disperata uscita e regala l’1-1 al Torino.

Troppo facile, perché la verità è che il Toro ha meritato ampiamente il pareggio: dopo aver subìto il gol del rientrante Cavani - anche questo favorito da un errore difensivo - dopo 6 minuti, i granata hanno attaccato a lungo e negli ultimi venti minuti hanno chiuso dietro un Napoli prima sprecone - Hamsik ha fallito il 2-0 in modo clamoroso - poi stanco e incapace di ripartire. Copione già visto in Napoli-Chievo: finale da batticuore che la squadra di Mazzarri era riuscita senza troppi meriti a concludere senza danni e mantenendo la vittoria striminzita, ma non sempre ti può andare bene.

Per il Napoli si interrompe così la serie di vittorie al San Paolo, e sfuma la possibilità di riavvicinare la vetta. «Qualcuno - sintetizza amaro Mazzarri - questa estate ha fatto credere che noi potessimo vincere lo scudetto: era un’illusione che ora porta alla delusione». Nella circostanza, i padroni di casa hanno la colpa di non aver saputo chiudere la partita. I partenopei speculano troppo sul modulo difesa-contropiede, stavolta il giochino non riesce anche perché i granata attaccano a lungo ma con raziocinio, senza lasciare praterie alle ripartenze azzurre. E così la partita arriva in bilico all’epilogo, che riserva un bicchiere colmo di veleno ai partenopei: nel recupero prima Mazzarri viene espulso da Valeri (a quanto pare per una protesta) e poi c’è il clamoroso svarione di Aronica.

La gara in certi momenti assume connotazioni tattiche davvero originali. Il Torino è in svantaggio ma continua ad aspettare il Napoli nella sua metà campo; il Napoli, dal canto suo, dimostra di non avere fretta di andare a stanare gli avversari per cui centrocampisti e difensori continuano a far girare il pallone stucchevolmente da una fascia all’altra. Oltre a questo attendismo, da valutare bene se c’erano le forze per fare altro, perché il calo degli azzurri nella ripresa è parso netto.

Il Toro non cambia di una virgola la propria disposizione tattica fino a metà ripresa, quando stringe i tempi e chiude in area un Napoli boccheggiante. «Ci gira male, abbiamo tutti gli episodi contro in questo periodo - commenta ancora il tecnico livornese a fine gara - in fin dei conti la partita era finita». E’ vero, ma bisogna anche aggiungere che la vittoria avrebbe nascosto le magagne del Napoli che il pareggio evidenzia invece in maniera inquietante. Alcuni giocatori di Mazzarri come Dossena, Maggio, Inler e Pandev non sono in buone condizioni fisiche e, come al solito, la squadra si regge sui lampi di Cavani e Hamsik. Difficile nutrire in questa situazione sogni di gloria, e infatti la classifica parla chiaro: ora anche il terzo posto sta diventando a rischio.

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di Redazione web