Gioco
Col prof. Monti a seguir la sfida del Palio
Querceta contro Seravezza, la ricca piana contro la montagna cara ai Medici
di ARONNE ANGELICI
Vuoi vedere che è tutta colpa della buonanima del bisnonno Andrea, se sono qui, rannicchiato su una tribuna in una giornata uggiosa ad aspettare che scendano in campo, epico regolamento di conti, il Querceta Real Forte dei Marmi e il Seravezza Pozzi, campionato di Promozione?
Questione di geni, mi dice il direttore, il Bernabò,un pietrasantino doc: vai te, mamma e avi seravezzini e parenti fortemarmini, a raccontare l'altra partita, quella sfida fatta di passioni, ricordi, gelosie, conflitti di interesse si direbbe oggi per non dire campanile, quella sfida, insomma, che non si gioca sul rettangolo da gioco ma in esso si riflette, è nell'aria come un profumo inebriante e contagioso. E poi giù un po' di melassa. Obbedisco, dico. Ma penso che Garibaldi abbia fatto lo stesso ragionamento: mi hanno fregato.
Guardo il campo e penso al prof Mario Monti. Lo vorrei qui accanto a me: vede Prof, gli direi, Pisa provincia di Livorno o viceversa? Bazzecole. Osservi quei ragazzi qui sotto, quelli con la maglia rosa sono del Seravezza Pozzi, quelli nerozzurri del Querceta Real Forte. Parliamo dello stesso Comune, Seravezza, 15 mila anime, mica di Madrid. Parliamo dell'atavico scontro tra la montagna e la piana; parliamo, sociologia spicciola, del potere politico istituzionale da una parte e del potere economico dall'altro. Altro che spread, Professore, qui ci sono di mezzo scontri medievali, Papi come Leone X, scultori come Michelangelo e Henry Moore, i Medici con tanto di trota (sì trota, le dirò poi, Prof), una terra da bonificare dalla malaria, ufficiali napoleonici, cave di marmo. E poi ci sono i micci, gli asini. Che c'entrano i micci? Glielo spiego professore, mi dia tempo, prima un po' di geografia.
Che c'è. Ah, è finito il primo tempo. Zero a zero lottato, dice lei...
Dicevo della geografia Professore. Seravezza è un bel paese ai piedi delle Apuane, a ridosso del Serra e del Vezza che insieme diventano fiume Versilia. E' l'unica unione duratura, su questa costa, il resto sono divorzi.
Seravezza ha da sempre il municipio che, non a caso, era il palazzo dei Medici. Il potere politico è sempre rimasto qui. Querceta è nella piana, a ridosso della ferrovia e dell'autostrada, e confina con Pietrasanta e Forte dei Marmi: qui ci sono le industrie, quelle del marmo, grandi come la Henraux (ricorda Prof, le avevo detto degli ufficiali napoleonici col pallino degli affari) o le segherie di piccole dimensioni; qui c'è il commercio, qui c'è la casa dei fortemarmini che hanno venduto a caro prezzo la loro dimora a qualche commenda milanese o emiliano e si sono ritirati un chilometro nell'entroterra. Qui c'è imprenditoria, qui ci sono i soldi, il potere economico ma poco - questo il contendere - potere politico. Decidono i seravezzini, dicono. E litigano.
Vede Prof, avrebbe dovuto conoscere il mio bisnonno Andrea. Lui era cavatore, uomo della montagna di Seravezza e come tale e come tanti, era anarchico. Qui sulla montagna il marmo è pane e fatica da tempo immemorabile. Lo sapeva bene Michelangelo mandato qui, per tre anni, da Leone X . ad aprire cave per ricavare lo statuario più puro. Leone X, un Medici, un fiorentino. Vede Prof, qui siamo (eravamo) in provincia di Lucca per caso, qui la storia dice Firenze. Fu Cosimo I a volere la residenza a Seravezza. Non solo casa vacanze, ma casa per affari. Qui c'erano le cave di marmo, le ferriere, le miniere, anche d'argento. Tanto che Cosimo per farsi fare un vaso con il suo argento fece sospendere la fusione del Perseo a Benvenuto Cellini. E che dire di Maria Cristina, altra Medici, ormai Seicento, che si dilettava a pescare le trote nel fiume. Ne prese una da 13 libbre, ora immortalata in pietra, nel pozzo costruito nel cortile del Palazzo. Palazzo che un tempo dava su un giardino di piante da frutto, diventato secoli dopo una distesa di terra e sassi, poi recintata. Ecco un piccolo campo da calcio, il mitico Ai Platani. Lo spogliatoio era nella cappella medicea, un freddo boia. Ora Prof, al posto del campo c'è un bellissimo prato davanti al palazzo. Hanno recuperato anche le Scuderie Medicee, c'è un bel museo del lavoro e delle tradizioni, ci sono mostre importanti e spettacoli teatrali con tanto di apposita Fondazione. Il giovane sindaco del Pd, Ettore Neri, anche lui nel marmo, la rivalità tra montagna e piana ha cercato di ammortizzarla. Ma nello sport...
«Un fallimento. Mi sarebbe piaciuto che gli sforzi degli imprenditori e degli sportivi confluissero in una sola squadra ma non c'è stato verso. Il Querceta ha fatto un accordo col comune di Forte dei Marmi e il Seravezza invece si è unito con la squadra di Pozzi, altra popolosa frazione. Peccato».
Rivalità scavate nel tempo. E lo sport ne è la valvola di sfogo quasi più che le elezioni anche se la piana ha un suo partito (lista civica), la sua Pro loco, la sua bandiera, quella che riunisce otto contrade e dà vita ad una straordinaria manifestazione popolare, il Palio dei Micci. Una corsa sugli asini in una cornice medievale, all'interno dello stadio: tutti in costume a maggio, più di duemila figuranti, a rievocare le sfide dei Toparchi, dei signori di Corvaia , contro i lucchesi e i pisani. Altro che riordino delle province, caro Prof…
«Oddio, forse la rivalità dell’oggi è più sui timonieri, tra i dirigenti delle società che non sul campo, giocatori tutti "stranieri" o quasi», sintetizza con pacatezza Alessandro Mussi, imprenditore, ex buon calciatore, presidente del Querceta che da quest'estate è anche Real Forte dei Marmi.
«L'unione delle forze è sempre auspicabile, ma non sempre possibile - conferma con altrettanta pacatezza il direttore generale del Seravezza Pozzi, Filippo Colasanti - Alla fine ciascuno ha trovato la sua via. Loro a Forte, noi al Buon Riposo di Pozzi: abbiamo anche la squadra femminile e l'ambizione di tornare a essere punto di riferimento per lo sport giovanile. La sfida? Resti solo sul campo: nessuno ci sta a perdere, mai, ma limitiamoci ai 90 minuti»
Vede Prof, rivalità, e tanta, ma anche garbo (qualche iperbole, che diamine, è poi sempre consentita), mica Berlusconi e Fini, mica Bersani e Renzi, mica Grillo e Di Pietro e Casini ... E a maggio, caro Prof, se la fanno fuori , se ne avrà voglia, venga qui al Palio. Meglio questi di asini…
Che c'è? Chi grida. Ah, è finita la partita. Ero distratto. Chi ha vinto? Il Seravezza Pozzi, la montagna. Bella partita vero Prof.?
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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