Gioco
Don Bosco, il grinta Cunico «Facciamo la festa a Rimini»
LIVORNO. Viva la gioventù, viva il coraggio di chi ogni estate decide di rinunciare al fattore esperienza. A troppi elementi spesso determinanti, ma che allo stesso tempo stoppano l’ascesa dei...
LIVORNO. Viva la gioventù, viva il coraggio di chi ogni estate decide di rinunciare al fattore esperienza. A troppi elementi spesso determinanti, ma che allo stesso tempo stoppano l’ascesa dei talenti italiani (che sono tanti, fidatevi). Viva il Don Bosco e i Crabs Rimini dunque, piazze storiche del panorama cestistico nazionale e oggi rigogliose realtà della DnB (ex B2) per mezzo appunto due roster imbottiti di prodotti provenienti dal settore giovanile. Due squadre da corsa, con uno/due chiocce al massimo, che in questo primo scorcio di stagione hanno saputo esprimersi su ottimi livelli raccogliendo meno di quanto avrebbero meritato (soprattutto Rimini, che la prima vittoria l’ha centrata giovedì sera contro il Costone Siena).
«La sconfitta di Civitanova fa ancora male – ha commentato Stefano Cunico, play classe 1993 tra i migliori prospetti alle finali nazionali Under 19 di Udine – di conseguenza vogliamo subito rialzare la testa e mantenere l’imbattibilità casalinga; di fronte però troveremo una squadra simile alla nostra, giovane e spregiudicata, che negli ultimi giorni si è notevolmente rinforzata».
Ai box da due settimane per una sublussazione alla spalla destra, Iardella è ormai pronto a tornare in pista (palla a due oggi al PalaMacchia alle 18): «Toccando tutti i ferri del mondo, sì, potremo nuovamente contare su Alessio. Abbiamo bisogno dei suoi punti, oltre che di un giocatore illegale per la categoria sotto ogni aspetto; a Civitanova, per esempio, nel finale punto a punto ci avrebbe senza dubbio preso per mano, anche se gli alibi non fanno certo parte del nostro DnA».
Con un eventuale successo nelle Marche, infatti, oggi il Don Bosco sarebbe secondo alle spalle della capolista, Acmar Ravenna: «La matematica non è un’opinione, e per fortuna il margine sulla zona retrocessione è rimasto notevole (4 punti, ndr)».
Parla da veterano Stefano Cunico, da playmaker maturo consapevole che la strada del successo è ancora lunga e tortuosa: «L’impatto con la DnB non è stato per niente semplice – ha spiegato – non c’è paragone con i ritmi delle giovanili, così come la concentrazione che è un dovere tenere alta per l’intero arco dei 40 minuti, anche quando si è seduti in panchina; di settimana in settimana tuttavia sto migliorando, soprattutto grazie al maggior minutaggio che mi sta concedendo coach Da Prato»
Andrea Masini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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