Gioco
Viareggio, gioia-Maltese dopo undici metri di rabbia
I bianconeri vanno con l’Avellino sotto per il sesto penalty (dubbio) contro Poi il play pareggia e Giovinco sfiora la vittoria con un tiro che finisce sul palo
VIAREGGIO. «Abbiamo perso due punti». Così a fine gara Massimo Rastelli. Con tutto il rispetto per il tecnico dell’Avellino le sue dichiarazioni sono apparse un po’ esagerate. E’ vero che l’ex attaccante della Lucchese di Orrico recrimina sulle due occasioni fallite nel finale di gara dai suoi uomini, ma forse ha dimenticato un po’ troppo in fretta che sempre nella seconda frazione il Viareggio ha colpito un palo con Giovinco e che nel primo l’interpretazione della terna arbitrale aveva portato a concedere un rigore quanto meno dubbio ai campani negandone uno alla formazione di Cuoghi apparso più evidente specialmente se rapportato al primo.
Macumba. E’ una specie di maledizione quella che sembra essersi abbattuta sul Viareggio. Che contro l’Avellino si è visto fischiare contro il sesto rigore di questo campionato. Che su otto gare giocate è una media niente male. Un rigore apparso piuttosto dubbio così come quello contro il Catanzaro. Questa volta la decisione non l’ha presa il direttore di gara ma un suo collaboratore, Camillucci di Macerata, deciso per la verità a battezzare falloso l’intervento in scivolata di Sorbo (ingenuo dal canto suo a provare questo tipo di giocata su un campo infame) su Catania colpito dal piede del difensore ma successivamente al pallone.
Reazione. Ma il Viareggio non si è disunito e come aveva già fatto, in casa, contro Prato e Latina, è riuscito a ristabilire le sorti, più in fretta di quanto aveva fatto nelle due volte precedenti. Gli scapigliati ragazzi di Cuoghi hanno iniziato a macinare gioco sciorinando azioni da applausi e non si sono innervositi più di tanto quando l’arbitro non ha visto un mani in area di Izzo e poi quando Calamai ha sparacchiato due volte fuori palloni degni di miglior sorte. E così è arrivato il pari per opera di Dario Maltese, di professione playmaker, che ha segnato il suo primo gol in maglia bianconera dopo trentaquattro presenze, con la maestria di un rapinatore da area di rigore proprio sul declinare della prima frazione.
Palo. Nel secondo tempo il Viareggio ha provato anche a vincere la partita. L’Avellino grandi firme, ridisegnato tatticamente per l’occasione da Rastelli con tre centrocampisti ed un rifinitore, ha rischiato il tracollo quando un tiro a botta sicura di Giovinco, pescato al bacio da Pellegrini, si è stampato sul palo alla sinistra di Fumagalli che già aveva alzato bandiera bianca. E allora si è capito che forse era bene accontentarsi anche del punto che lascia comunque la truppa bianconera in zona playoff.
Conferma. Un risultato che comunque conferma che la squadra di Cuoghi può giocarsela tranquillamente anche contro la nobiltà del girone. E a proposito domenica arriva la trasferta di Gubbio. Dove non ci sarà lo squalificato Fiale.
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