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Vettel a passeggio, Alonso fa miracoli

Vettel a passeggio, Alonso fa miracoli

F1: il tedesco della Red Bull domina anche in India mentre il ferrarista secondo scivola a 13 punti dal leader mondiale

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A conferma delle previsioni della vigilia il tedesco Sebastian Vettel (Red Bull) si è aggiudicato anche il Gran Premio dell’India, riuscendo ad ampliare a 13 i punti di vantaggio sul suo diretto inseguitore Fernando Alonso, che chiedendo ed ottenendo l’impossibile dalla sua vettura, è finito secondo a meno di 10” dal rivale. Dietro Vettel, che ha prevalso con il tempo di 1h31’10”744, e ad Alonso, si sono piazzati l’australiano Mark Webber con l’altra Red Bull, quindi le due McLaren di Lewis Hamilton e Jenson Button, e sesta la Ferrari del brasiliano Felipe Massa.

Come già nel 2011, quando si è svolta la prima edizione del Gp indiano, va detto che sono mancate forti emozioni per i 65.000 spettatori, nonostante gli elogi che tutti i piloti avevano dedicato ad un tracciato considerato stimolante, e a tratti realmente impegnativo. Comunque Alonso può essere certamente contento della sua giornata, cominciata con una splendida partenza dalla terza fila che gli ha permesso di liquidare quasi subito le McLaren, e coronata dal sorpasso di Mark Webber al 50/o giro, complice un problema ai kers della Red Bull, che lo ha proiettato sul secondo gradino del podio.

Vettel, pur indiscusso dominatore, come lo scorso anno, sulla pista indiana, non ha brillato subito questa volta dopo il via, tanto che Webber è sembrato poterlo superare alla prima curva. Ma è stata l’illusione di un attimo, perchè il tedesco è uscito perfettamente dalla curva numero tre ed ha cominciato ad accumulare un vantaggio progressivo, che nessuno nei 60 giri del tracciato è più riuscito a colmare. Poichè i test avevano dimostrato la buona resa dei pneumatici Pirelli sia morbidi che duri, tutte le Scuderie alla fine hanno optato per un solo pit stop, con Vettel che ha amministrato la mescola fino al 34/o giro, ricevendo per questo gli elogi del direttore Motorsport Pirelli, Paul Hembery.

Con il successo conquistato ieri il due volte campione del mondo tedesco ha incamerato la sua 26/a vittoria della carriera, la quinta nel 2012 e la quarta di fila, dopo quelle di Singapore, Giappone e Corea. Ed ha mandato un chiaro messaggio alla Ferrari che ora si trova di fronte all’imperativo di riuscire ad apportare alle vetture nelle tre prove restanti da qui alla fine del mondiale (Emirati Arabi Uniti, Usa e Brasile) miglioramenti sostanziali che permettano di ridurre il gap attualmente esistente con le Red Bull. «Cercheremo di farlo - ha assicurato il team principal della Ferrari Stefano Domenicali - anche se ovviamente i nostri avversari non se ne staranno con le mani in mano». L’allusione è soprattutto alla presenza di Adrian Newey, l’ingegnere britannico che ha portato quasi alla perfezione le prestazioni delle monoposto della Red Bull. Un valore aggiunto che alla vigilia del Gp di India Alonso aveva sottolineato con una dichiarazione fin troppo chiara: «Non ho paura di Vettel – ha detto lo spagnolo di Maranello – ma Newey...». Una sferzata per tutto il team.

Nella classifica piloti Vettel guida con 240 punti seguito da Fernando Alonso, unico possibile sfidante con i restanti 75 punti a disposizione, che ne ha accumulati 227. Staccato, terzo, Kimi Raikkonen con 173 punti. Per quanto riguarda infine la classifica costruttori, la Red Bull ha un vantaggio quasi incolmabile di 407 punti, contro i 316 della Casa di Maranello ed i 306 della McLaren.

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di Redazione web