Il Tirreno

Livorno

Ljajic, cinque mesi dopo dall’inferno al paradiso

di Mario Lancisi
Ljajic, cinque mesi dopo dall’inferno al paradiso

Il talento viola preso a botte da Delio Rossi riconquista il centro della ribalta e forse diventa il simbolo della nuova Fiorentina tutta talento e palleggiatori

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Scena numero uno. Fiorentina-Novara del 2 maggio scorso. Al 32’ del primo tempo Delio Rossi richiama in panchina Adem Ljajic. Il giovane serbo si ribella e il mister lo prende a botte. La rissa fa il giro del mondo. Rossi viene licenziato e Ljajic messo in vendita.

Scena numero due. Fiorentina-Lazio di ieri, i viola giocano bene (due pali, uno dei quali su rigore) ma non segnano. L’arbitro Bergonzi sta per fischiare la fine del primo tempo sullo zero a zero, quando la palla arriva a Ljajic che, dopo aver eluso il controllo della difesa laziale, scarica con il destro un tiro all’incrocio dei pali. Un eurogol.

In cinque mesi dall’inferno al paradiso per il “ragazzino serbo” (21 nati compiuti il 29 settembre), croce e delizia del tifo viola. Per mettergli la testa a posta Mihajlovic usava il bastone e la carota. Un giorno sbottò:«Adem? Mangia troppa cioccolata ed è sempre al computer». Poi le auto di lusso, la mondanità, le belle donne. Rossi non lo sopportava, e si è visto come è finita.

Nel frattempo però il “ragazzino” ha smesso di mangiare troppa cioccolata e ha trovato anche l’amore. Non si sa se abbia messo la testa a posto, ma con Montella è un altro giocatore. Ancora alterno, ma piedi deliziosi e potenti. Come si è visto ieri.

Ljajic è forse il simbolo della nuova Fiorentina. Tutta talenti e palleggiatori. Forse anche un po’ narcisa e incostante. Però a fine gara il pubblico l’applaude sempre. E la vittoria con la Lazio mette i viola in corsa per l’Europa.

Dopo 9 giornate, solo l’Inter (2 a 1 a San Siro) è parsa squadra superiore a quella di Montella. Contro la Juventus, il Napoli e la Lazio - le prime in classifica assieme ai nerazzurri - i viola hanno raccolto solo 4 punti su 9 ma come gioco sono apparsi stati superiori.

Nonostante i due gol di ieri, il problema numero uno di questa Fiorentina è il gol. Basti analizzare il primo tempo. Lazio: zero tiri in porta. Viola: due pali (su punizione e rigore, non su azione), molte occasioni, ma un solo gol.

E nel calcio chi spreca viene spesso punito. Regola aurea che ieri non si è verificata solo perché l’arbitro Bergonzi ha annullato a Mauri un gol valido per fuorigioco inesistente. La Lazio ha gridato allo scandalo per l’arbitraggio ma, come ha riconosciuto l’allenatore Petkovic, i viola hanno giocato meglio e hanno meritato di vincere.

Una Lazio dimessa, forse stanca per l’impegno di giovedì scorso in coppa Uefa, e anche molto nervosa (due le espulsioni: Ledesma e Hernanes). E tuttavia in undici la Lazio aveva pareggiato. Un campanello di allarme per i viola. Per puntare all’Europa o compra un attaccante di peso o migliora la sua fase offensiva portando al tiro anche i centrocampisti. Il ritorno negli ultimi minuti di Aquilani, assente dalla prima giornata, può essere di auspicio per il futuro viola .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web