Gioco
L’Inter è in quinta, “Stramouccioni” ha trovato la difesa
Netta vittoria a Bologna: senza Snejider e Cassano squadra più coperta e solida. E sabato la partita-verità a Torino
BOLOGNA. Trovata l’anti-Juve, la più vera, prestigiosa e tradizionale? Nel dopo-partita di Bologna risponde per tutti Diego Milito: «L’Inter è sulla strada giusta, ma deve pensare a se stessa, non dobbiamo guardare alla Juve, se continuiamo così di sicuro li possiamo tallonare e disturbare fino alla fine. La partita di Torino - dice il Principe - sarà importante, ma a parte quella, se poi loro le vincono tutte c’è poco da fare...»
Per avere una risposta attendibile al quesito centrale di questa fase del campionato ci sarà da aspettare poco: un turno infrasettimanale che prevede Juventus-Bologna e Inter-Sampdoria, e poi lo scontro diretto di sabato a Torino. Certo è che la corsa dell’Inter non si ferma: reduce da quattro vittorie consecutive in campionato la squadra di Stramaccioni al “Dall’Ara” archivia la quinta in fila - la settima se si conta anche l’Europa League - supera con merito 3-1 il Bologna e conferma che da quando il modulo è cambiato e dietro si è scelto di giocare a 3 non ce n’è stato più per nessuno, Juve a parte. Insomma, l’Inter è diventata un’antagonista credibile dei bianconeri, cosa tutt’altro che scontata.
Tutto ciò, malgrado alcuni persistenti dubbi e qualche oscillazione nella formazione-base, derivante non solo dalla necessità di fare turnover. Ieri, per esempio, a sorpresa il tecnico nerazzurro non conferma il “tridente pesante” con Palacio e Cassano ai fianchi di Milito, e opta per un 3-5-2 senza FantAntonio e meno aggressivo, che vede in mezzo al campo Zanetti, Gargano, Cambiasso, Nagatomo e Mudingayi e, dietro, il trio Ranocchia-Samuel-Juan Jesus a blindare la difesa. Il risultato è che si vede in campo un’Inter coperta e attenta a proteggersi, che soffre nel primo quarto d’ora rischiando 2-3 volte di andare sotto, ma dopo aver preso le misure a Diamanti poi colpisce nei momenti giusti - per esempio Ranocchia sblocca il risultato quando in pochi se l’aspettano - e a parte qualche episodica ambascia governa la partita con sicurezza. Il Bologna ha bisogno di punti, se la gioca spavaldamente con Diamanti a supporto di Gabbiadini e Gilardino, ma alla fine viene freddamente atteso e infilato, e perde senza attenuanti.Simbolo di questo nuovo corso nerazzurro è Cambiasso, un giocatore che sembrava prossimo alla rottamazione e che invece opportunamente sostenuto in mezzo è tornato ad essere tatticamente determinante, e capace anche di regalare assist e gol, come quello di ieri che ha chiuso i conti.
La quinta vittoria in fila in campionato non scompone più di tanto Andrea Stramaccioni, già da alcuni ribattezzato “Stramouccioni”. Soddisfatto, ma con i piedi ben piantati a terra, il giovane tecnico nerazzurro cerca di guardare lontano. «Siamo alla nona giornata e stiamo lavorando bene - attacca in conferenza stampa - però non è intelligente parlare di obbiettivi: è intelligente parlare di crescita. Certo, qui a Bologna abbiamo fatto una gran bella partita e abbiamo capito che siamo nel solco giusto».
Strama poi sta bene attento a disinnescare sul nascere un paio di casi insidiosi. Il primo è quello di Cassano. «Antonio è il mio attaccante più in forma e ne sono convinto - dice - non ha giocato solo per un risentimento alla cervicale». Secondo caso: da quando è fuori Wes Snejider, l’Inter ha fatto il pieno. «Stiamo facendo di tutto per recuperarlo - sottolinea Stramaccioni - ma la voglia di averlo è frenata dalla consapevolezza che i giocatori rientrano solo quando sono al cento per cento. Per la Samp non ce la fa e - chiosa - penso nemmeno per Torino». Insomma, squadra che vince non si tocca, e non ci sono eccezioni...
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