Il Tirreno

Livorno

Gol del “bimbo”, vittoria importante

di Alessandro Bernini
Gol del “bimbo”, vittoria importante

Il Livorno spreca troppo, ma grazie a un bel colpo di testa di Ceccherini appena entrato doma un Cesena tignoso e risale

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LIVORNO. E' nato l'11 maggio del 1992, quando il Livorno toccava il fondo della sua storia calcistica nel campionato di Eccellenza. Da oggi, per fortuna, quella è la data di nascita di Federico Ceccherini, livornese di scoglio, l'uomo (il ragazzo, meglio...) che ieri ha messo il timbro sulla vittoria - importante - contro il Cesena. Micidiale: Nicola lo manda dentro al 14' della ripresa al posto di Salviato e lui dopo un minuto stacca di testa in area e mette dentro.

E pensare che lo scorso anno giocava in Primavera, più centrale che terzino, senza che di lui si parlasse granché. Insomma, non sembrava un predestinato. In estate è stato aggregato al gruppo della prima squadra per mancanza di difensori, ma dopo un paio di allenamenti Nicola e Perotti a cena si trovarono d'accordo: questo ragazzo non è male, teniamolo con noi. Il resto è storia recente, con Ceccherini che debutta alla grande da titolare a Reggio Calabria e da quel momento non sbaglia più mezza partita. Ora, con calma e serenità, lasciamolo maturare. Con la maglia del Livorno.

Porta imbattuta. Successo pesante e meritato quello del Livorno. Padrone del campo, forse non troppo incisivo e anche sprecone, ma sempre animato dalla voglia di fare la partita. Solido dietro con Emerson, frizzante con Schiattarella, lucido con Luci, rabbioso con Paulinho e Dionisi. Nelle ultime 3 partite casalinghe il Livorno aveva conquistato un solo punto (col Cittadella) e ora ritrova il gusto della vittoria che per una notte lo riporta al secondo posto. Ora aspettiamo il risultato del Verona. Ma c'è un'altro dato importante: per la prima volta in questo campionato il Livorno non ha subìto gol. Non succedeva dal 26 maggio, ultima giornata dello scorso campionato, 2-0.

Il Livorno ha 22 punti dopo 11 giornate, lo scorso anno ne aveva 21 dopo 22 giornate. E non dimentichiamoci mai che questa squadra è partita per salvarsi.

Il nuovo 3-4-3. Nicola ha scelto di giocarsela cambiando modulo. Via la difesa a 4 che aveva segnato più di 100 giorni di lavoro, e spazio a un inedito 3-4-3. Le posizioni? Emerson centrale, con ai fianchi Bernardini e Lambrughi, mentre Salviato e Gemiti agivano da esterni di centrocampo. Ogni tanto il modulo diventava 3-5-2 quando Schiattarella si abbassava, a conferma che l'obbiettivo di Nicola era avere un reparto di metà campo più robusto.

La scelta ha fatto paura al Cesena per 20' buoni, anche perché i difensori bianconeri erano da spavento (per Bisoli), sempre angosciati, sempre preoccupati di buttarla in tribuna. Il Livorno però è mancato negli ultimi 20 metri, con gli attaccanti che hanno ricevuto pochi palloni. Uno, strepitoso, servitogli da Dionisi, l'ha avuto Paulinho al 31' ma il brasiliano, solo davanti al portiere, non è riuscito a piazzarla sparando addosso a Belardi.

Nella ripresa, con l'innesto di Ceccherini, il Livorno è tornato a 4. Quando segni su angolo dopo 1’ non puoi certo dire che il cambio di modulo è stata la mossa vincente. Resta il fatto che, sull'1-0, il Livorno si è difeso con ordine. Certo, sullo stadio è calato un alone di paura perché negli ultimi anni la squadra ha sempre faticato a chiudere le gare, ma la curva ha spinto fino all'ultimo il Livorno.

Il minuto di raccoglimento. C'era un po' di timore per ciò che poteva accadere durante il minuto di raccoglimento per il militare ucciso in Afghanistan. Dopo i fattacci del Verona, erano tutti pronti a sparare sulla curva del Livorno. Invece tutto è filasto liscio: né un coro, né un fischio. Qualcuno ha deciso di voltare le spalle al campo, ma rispettando il silenzio. Il resto dello stadio ha applaudito.

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