La punta che marca il piccolo Jann
«La nascita di mio figlio mi ha dato serenità. E dopo farò il designer»
LIVORNO. Paulinho: il passato, il presente e il futuro. Un passaporto da comunitario per via di antenati provenienti da Salcedo, provincia di Vicenza. Radici venete, quindi: «Sì. Non ci sono mai stato. A gennaio viene a trovarmi mio padre e non è detto che non facciamo un salto su per vedere i posti dove sono nati i miei bisnonni. Papà non viene dal 2008. A Livorno si è trovato benissimo».
Il presente è una famiglia bellissima con moglie e figlio di 17 mesi, Jann Mattheus: «Mercoledì mia moglie ha accompagnato sua madre a Milano a prendere l'aereo per il Brasile. Sono stato una mattina con il bimbo: che casino! Ma sono felice. Quando hai una famiglia stai bene dovunque. Qui ancora di più. Mi sento a casa». E il futuro? «Ho un contratto fino al 2016 e qui sto bene». Questa sì che è una bella notizia. "Certo. Qui sono cresciuto. Prima se un tifoso mi criticava soffrivo e mi chiudevo. Adesso mi carico». Paulo Sergio Betanin ha le idee chiare anche su che cosa intende fare una volta appese le scarpe al chiodo: «Torno nel mio Paese perché mia moglie è brasiliana. Se fosse stata italiana, sarei rimasto. Mi piacerebbe studiare per ingegnere. L'idea di costruire case mi affascina. Oppure diventare designer, disegnatore di interni. È una specie di vocazione che ho da sempre».
Il collega Alessandro Bernini ascolta e poi regala una battuta: «Facciamo così - dice - fissiamo un appuntamento tra te, il presidente Spinelli ed il sindaco Cosimi per costruire il nuovo stadio». Paulinho sorride. Qua la mano, amico venuto dal Brasile!
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