Gioco
Oltre 20 veronesi già identificati ma la caccia prosegue
La Digos passa al setaccio i filmati e il questore annuncia «Daspo belli lunghi». Anche Mandorlini rischia la squalifica
LIVORNO. La polizia ne ha già individuati più di venti, ma in tutto sono molti di più. Ultras veronesi nel mirino della polizia. Gli uomini della Digos, guidati da Alessandro Castiglione, stanno passando al setaccio tutti i filmati e il lavoro è già a buon punto. La città, sconvolta dal comportamento dei veronesi, chiede giustizia per i cori di insulto a Morosini intonati dagli ultrà del Verona, e anche per i numerosi atteggiamenti fascisti dei tifosi ospiti. E intanto il questore Antonio Cardona annuncia la mano pesante: i tifosi del Verona «avranno Daspo belli lunghi» (Daspo è il divieto di assistere a spettacoli sportivi). Cardona, intervenuto alla “Domenica Sportiva”, ha anche annunciato che la Procura della Figc è stato informata del comportamento del tecnico dell’Hellas, Mandorlini, che in una dichiarazione pre-partita avrebbe affermato di «odiare» i livornesi e poi, dopo la rete del 2-0 segnata dai suoi, avrebbe alzato il dito medio della mano destra in direzione della tribuna.
Insomma, si mette male per i tifosi del Verona che hanno esagerato sotto tutti i punti di vista. E il fatto che la società veneta, domenica pomeriggio, si sia scusata per i cori contro il giovane giocatore amaranto scomparso lo scorso anno, non basta per sollevare i tifosi veneti da una responsabilità che - pessimo gusto a parte - rischia di sfociare nel penale. Sono numerosi infatti i reati che la polizia potrebbe contestare ai veronesi. Gli investigatori stanno ancora vagliando la situazione e guardando i filmati, ma già da oggi pomeriggio si dovrebbe sapere qualcosa di più preciso.
Insulti a Morosini. Sono qualche decina i veronesi che alla fine del primo tempo hanno intonato il vergognoso coro. I poliziotti della Digos stanno visionando i filmati insieme ad esperti di lettura labiale per identificare con certezza le persone sotto accusa. Il reato ipotizzato, per il momento, è vilipendio dei morti, che prevede una sanzione penale verso coloro che violino la memoria e l’onore di una persona scomparsa.
A questo reato potrebbe aggiungersi anche quello di atti contrari al regolamento dello stadio. All’analisi degli investigatori anche la violazione della normativa 122 del ’93 (Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa) già adottata lo scorso anno verso ultras livornesi che fecero cori contro i morti in Afghanistan. In ogni caso, la questione è ancora allo studio della Digos che conta di chiudere l’indagine a breve. L’insulto al giocatore amaranto morto in campo a Pescara, è stato ripetuto più volte e i primi sentirlo sono stati i tifosi amaranto che guardavano la partita dalla gradinata. Alcuni dei livornesi, increduli, si sono avvicinati di corsa verso la curva ospiti per urlare “vergogna” agli avversari. Poi è intervenuta la polizia, nella persona del vicequestore Paolo Rossi, a calmare le acque. Il dirigente dell’Anticrimine Francesco Zerilli, ha quindi fatto sapere ai veronesi - tramite la Digos veneta che seguiva la squadra in trasferta - che se il coro fosse stato ripetuto la partita sarebbe stata interrotta.
Saluto romano e svastica. Sono qualche decina anche coloro, tra i veronesi, che nel corso della partita hanno fatto il saluto romano, rivolgendosi ai livornesi, intonando slogan e canti fascisti. Verso queste persone scatterà la denuncia per apologia del fascismo. Ma non è tutto: c’è anche un altro sostenitore del Verona che più volte nel corso del match ha mostrato una svastica di cartone. La cosa curiosa è che questa persona, evidentemente, durante la partita s’è procurata del cartone e poi ha costruito il simbolo della Germania nazista. All’ingresso, infatti, non era stata trovato nulla.
Striscioni offensivi. A un tratto nel settore ospiti è spuntato anche uno striscione di insulto verso gli amaranto. C’era una scritta in inglese che recitava un’offesa del tipo: “Siete delle merde e sapete di esserlo”. I tifosi veronesi che lo hanno esposto ora rischiano una sanzione penale, esplicitamente prevista dal codice per questo genere di comportamenti. Un altro striscione, invece, su cui era stampata un’aquila, noto simbolo nazista, è rimasto fuori dallo stadio su invito della polizia.
La reazione dei livornesi. Dopo la partita, indispettiti dal comportamento dei veronesi, alcuni livornesi hanno cercato di avvicinarsi a via dei Pensieri, dove si trovavano i tifosi ospiti, prima di risalire su auto private, pulmini e bus. Ma a ogni varco hanno trovato la polizia che li ha fermati. Tentativi di avvicinarsi ai veronesi ci sono stati anche ai Tre Ponti, dove gli stessi veneti sono scesi dai bus cercando invano, il contatto.
Daspo. Tutti i tifosi del Verona che hanno tenuto questa serie di comportamenti contrari al regolamento dello stadio rischiano il Daspo. La questura livornese è in contatto con i colleghi veronesi della Digos per i provvedimenti da adottare. La questura ha chiesto esplicitamente che l’allenatore del Verona e la stessa società siano sanzionati. Se ne è interessato direttamente anche il questore, Marcello Cardona, che ha parlato con l’inviato della Procura federale della Figc. Il questore ha anche chiesto un provvedimento contro la società per i cori dei tifosi contro Morosini.
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