Gioco
Inter sull’ascensore: con la difesa a tre ha fatto l’en plein
Una vittoria sofferta ma meritata col rognoso Catania, è la quarta di fila. E Cassano ancora una volta decisivo
MILANO. Non è brillante e irresistibile, tutt’altro, però è almeno diventata concreta e da quando Stramaccioni si è votato alla difesa a 3 e ad un centrocampo più robusto e ordinato ha infilato un bel filotto di 4 vittorie consecutive. Il riflesso in classifica e nell’umore è evidente e lo sintetizza capitan Zanetti: «Stiamo crescendo, la strada è giusta».
L’Inter batte il rognoso Catania di Maran - con qualche sofferenza di troppo e un chiaro rigore del quale è stata graziata dall’arbitro sull’1-0 - si conferma al terzo posto e accorcia le distanze dal Napoli: non sarà un “triplete” memorabile come quello del 2009, ma sembra il preludio di un campionato sicuramente accettabile. La Juventus resta lontana e altrettanto lontana la suggestione di una sfida nerazzurra al trono bianconero, però questo è un dilemma che si scioglierà abbastanza presto, nello scontro diretto di Torino i primi di novembre.
Per il momento l’Inter va. Col Catania ancora una volta è Antonio Cassano a fare la differenza: il fantasista sta vivendo la sua stagione migliore e sblocca il risultato segnando il suo quinto gol stagionale, mica bruscolini. Si sblocca anche Palacio che chiude la partita con una splendida rete; in aggiunta a questo gran partita di Ranocchia e di Cambiasso, due giocatori importanti che sembrano rinati. Andrea Stramaccioni - come consuetudine - rimescola le carte e sorprende ancora una volta. Tutti attendevano il “tridentino” con Coutinho in campo e invece va in campo il tridente pesante con Cassano, Milito e Palacio. La difesa resta a tre con Obi pronto ad abbassarsi e Mudingayi a centrocampo.
Il Catania si fa onore a San Siro con un buon possesso palla che riesce spesso a mettere in crisi gli avversari; inoltre reclama il rigore a cui sopra si accennava, per un chiaro fallo di Guarin su Gomez al 75’: se dato e trasformato avrebbe potuto cambiare la partita. In ogni caso, però, l’Inter merita la vittoria anche se non è stata perfetta. La fortuna dei nerazzurri sta nell’aver sbloccato la partita alla sua prima vera occasione e questo le ha spianato la strada. Il Catania pecca invece di lucidità e non riesce a sfruttare le proprie occasioni, alcune - soprattutto nel primo tempo - davvero molto nette: anche a San Siro si è vista la validità degli schemi di Maran, giustamente elogiato dagli allenatori che finora l’hanno incontrato e sofferto, a cominciare da Walter Mazzarri.
In attesa di capire se potrà aspirare a qualcosa di più, l’Inter sa di poter attualmente recitare il ruolo di outsider nella lotta per lo scudetto: non prende gol, segna e migliora, tutti fatti importanti e innegabili. Ecco perché il solito San Siro poco gremito e poco incline all’entusiasmo di quest’anno alla fine tributa comunque un bell’applauso ai nerazzurri e addirittura una piccola standing ovation per Antonio Cassano, bravo dopo mezz’ora di stenti nerazzurri a farsi trovare nel posto giusto al momento giusto su un pallone smarcante alla Pirlo calibrato da Cambiasso: FantAntonio infila di testa Andujar e pone le premesse dell’importante vittoria.
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