Sicurezza
Spinelli, che rabbia «Risultato bugiardo meritavamo il pari»
LIVORNO. La partita è finita da un quarto d'ora buono. Nella pancia dello stadio si aggira il vicepresidente Siri. Significa che Spinelli non ha ancora lasciato l'Ardenza. E infatti di lì a pochi...
LIVORNO. La partita è finita da un quarto d'ora buono. Nella pancia dello stadio si aggira il vicepresidente Siri. Significa che Spinelli non ha ancora lasciato l'Ardenza. E infatti di lì a pochi minuti il pres arriva in mixed zone: «Ho tardato - spiega - perché sono andato nello spogliatoio a complimentarmi con i ragazzi. Lo sapete, non lo faccio mai. Ma stavolta non potevo esimermi».
Rammarico e polemiche. Si morde la lingua, Spinelli. Vorrebbe evitare di scendere nei particolari. Poi però molla gli ormeggi: «Trovo che questa sia una sconfitta ingiusta. Il rigore poteva esserci o meno, ma perdere così non ci sto perché nel 90% dei casi te lo fischiano. Abbiamo incontrato una grandissima squadra, ma se ci avessero dato il nostro....». Non si ferma il presidente: «I ragazzi ci hanno messo l'anima, però non mettiamo punti in classifica. Peccato. Sul campo li avevamo meritati, ma altri fattori ci hanno impedito di conquistare un risultato positivo».
Lamentele precise. Spinelli indirizza la sua rabbia su un episodio in particolare: «Abbiamo segnato due reti e sono state entrambe annullate. Sulla prima non discuto, ma la seconda...». Già, la seconda è da rivedere: «Gli operatori di Sky e Rai mi hanno assicurato che le rete era valida. E non credo che le testate televisive nazionali facciano il tifo per il Livorno. Anzi. Sono proprio imparziali per cui mi fido di loro. Mi dicono che c'era un giocatore del Verona che teneva in gioco Paulinho. E invece niente. Siamo amareggiati. Non ci sto proprio a perdere così. La squadra mi è piaciuta molto».
Quel Mandorlini. Inevitabile fare un riferimento al simpatico tecnico gialloblù: «Mandorlini è un sanguigno. Proprio come me. Ormai sono anni che lo conosciamo. Lui guida una grande squadra anche se non si è vista tutta questa differenza. Ci sentiamo penalizzati perché sono state commesse tante piccole ingiustizie ai nostri danni e inevitabilmente l'esito della partita è stato condizionato».
Maledetti cori. Il presidente sta per andarsene quando viene informato delle offese a Morosini: «E' una vergogna. Piermario è nel nostro cuore. E' sempre con noi. Da lassù, se ha visto la partita, sarà orgoglioso dei suoi compagni che hanno lottato fino all'ultimo come faceva lui». (f.p.)
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