Il Tirreno

Livorno

De Memme, tanta rabbia da sfogare subito in vasca

di Andrea Masini
De Memme, tanta rabbia da sfogare subito in vasca

«Dimenticare la delusione olimpica non è semplice, ma io sono determinata L’addio di Rosso? L’avrei seguito in capo al mondo ma preferisco stare a Livorno»

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LIVORNO. Per i progressi mostrati Martina De Memme avrebbe meritato Londra, eccome. Ma adesso piangere sul latte versato è del tutto inutile, e lei è d’accordo. Preferisce guardare al futuro, con fiducia ed estrema consapevolezza nei propri mezzi. Che sono tanti, fidatevi.

Specialista dello stile libero, la freccia del Nuoto Livorno e del Centro Sportivo Esercito punterà infatti sui Mondiali di Barcellona (evento clou dell’estate 2013), anche se non vuole farsi scappare il treno della stagione in vasca corta che mette in programma gli Europei di Chartres (22-25 novembre, Francia) e alla vigilia di Natale la rassegna iridata di Istanbul (Turchia). Appuntamenti di enorme prestigio, fondamentali per crescere ulteriormente in vista degli Assoluti Primaverili che appunto qualificheranno per il Mondiale catalano, i Giochi del Mediterraneo e le Universiadi di Kazan (Russia).

De Memme, l’amarezza per la mancata convocazione olimpica la tormenta ancora? Oppure si tratta già di un capitolo chiuso?

«Sbattersi alle spalle una delusione simile non è semplice ma per fortuna, grazie ad una serie di bellissime circostanze, a inizio settembre ho trovato la forza di ributtarmi in vasca con ancora più entusiasmo».

Negli ultimi anni è cresciuta moltissimo, sotto l’ala protettiva di Corrado Rosso che però da agosto non è il capo allenatore del Nuoto Livorno…

«Fosse per me lo avrei seguito in capo al mondo, ma purtroppo di questi tempi le “panchine” latitano. Ecco perché ho deciso di rimanere a nuotare a Livorno, con la mia splendida squadra».

Che effetto le ha fatto vedere Michael Phelps per l’ultima volta in una finale olimpica?

«A Livorno si direbbe ciccia di gallina, ma tradotto in italiano è pelle accapponata. E non oso immaginare l’emozione che avrei potuto provare se fossi stata là, a pochi metri da lui». La stagione in vasca corta mette in programma Europei e Mondiali. E la De Memme tornerà finalmente protagonista.

«Incrocio dita, gambe e quant’altro. Non vedo l’ora di gareggiare e di trasformare la rabbia che ho in energia positiva per continuare a maturare sia sotto il profilo tecnico che psicologico; agli Europei di Debrecen e al “Sette Colli” ho dimostrato di meritare il palcoscenico internazionale, adesso voglio salirci ma soprattutto rimanerci a lungo, pur mantenendo un profilo di grande umiltà».

In quattro anni può accadere di tutto, ma Rio 2016 è già un chiodo fisso?

«Una ferita si rimargina finché non viene curata, giusto? E nel mio caso l’unica medicina sarebbe solo ed esclusivamente la convocazione».

A chiusura del cerchio, che Martina De Memme vedremo nel 2012/2013?

«Arrabbiata, arrabbiatissima. E per questo motivo vogliosa di ruggire».

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